Domande & Risposte
In vacanza col partner: perché a volte si litiga di più?
Domanda
Io e mio marito abbiamo passato gli ultimi sei mesi a sognare e pianificare una settimana a Mykonos. Lavoriamo entrambi tantissimo, abbiamo ritmi frenetici e quasi non ci incrociamo a casa. Ci dicevamo: “In vacanza recupereremo il tempo perduto, faremo lunghe chiacchierate e ritroveremo l'intesa”. La realtà? Già in aeroporto è salita la tensione per un ritardo del volo. Arrivati in albergo, un pomeriggio di pioggia ha scatenato il finimondo: abbiamo iniziato a litigare per una sciocchezza (la scelta del ristorante) e siamo finiti a rinfacciarci cose successe tre anni fa. Morale: abbiamo passato più giorni a parlarci a malapena, rovinando un viaggio costoso. Ma come è possibile che nel momento in cui dovremmo essere più felici e rilassati, tiriamo fuori il peggio di noi?
Cara Silvia, capisco perfettamente lo sconcerto, la frustrazione e quel senso di profonda amarezza che probabilmente state provando in questo momento. Preparate per mesi un viaggio, investite aspettative, energie e denaro in quello che dovrebbe essere il vostro “paradiso riparatore”, e vi ritrovate invece a vivere un inferno di silenzi e recriminazioni. È un’esperienza dolorosa, ma voglio rassicurarla subito su un punto fondamentale: non siete una coppia difettosa, né state necessariamente scivolando verso la fine del vostro matrimonio.
Un momento di decompressione
Quello che vi è successo è un fenomeno psicologico frequente. Quando viviamo per mesi a ritmi frenetici, il nostro corpo e la nostra mente rimangono in uno stato di allerta costante. Produciamo degli ormoni per reggere i ritmi del lavoro e della quotidianità. In questa modalità di pura sopravvivenza, la coppia anestetizza i problemi: non c’è tempo per litigare, perché bisogna far funzionare la macchina organizzativa della vita quotidiana. Le incomprensioni e i piccoli rancori vengono semplicemente “messi nel ghiaccio”. Nel momento in cui staccate la spina e arrivate in aeroporto, quel castello di difesa inizia a crollare. Il corpo si rilassa bruscamente ed è proprio in quella fase di decompressione che le difese immunitarie e psicologiche si abbassano, lasciando emergere tutta la stanchezza accumulata. Se a questo si aggiunge un imprevisto, come il ritardo del volo o la pioggia a Mykonos, la frustrazione esplode. La pioggia non ha fatto altro che rompere l’illusione della vacanza perfetta che avevate idealizzato.
Colpa dello stress cronico
Quando avete iniziato a litigare per il ristorante, non stavate parlando del cibo, ma stavate scaricando mesi di solitudine subita stando sotto lo stesso tetto, la fatica di non incrociarsi mai e la paura profonda di aver perso quell’intesa. È bastata una scintilla per far straripare un fiume di recriminazioni vecchie di anni, perché la mente, sotto stress, recupera i vecchi copioni irrisolti. Lo stress cronico probabilmente riduce drasticamente la nostra capacità di tollerare i difetti del partner e aumenta la tendenza a interpretare in modo negativo i suoi comportamenti. In pratica, la stanchezza vi ha tolto i filtri della pazienza e dell’empatia.
Non avere troppe aspettative
Cosa potete fare adesso per disinnescare questo meccanismo e ripartire? Il primo consiglio pratico è quello di abbandonare l’illusione della “vacanza magica” che guarisce tutto di colpo. Non caricate il prossimo viaggio di aspettative poco realistiche. La transizione dal caos lavorativo al relax è bene che sia graduale. Un’ottima abitudine sarebbe quella di prendersi un giorno di “cuscinetto” a casa prima di partire, per iniziare a parlarsi e a riallinearsi quando si è ancora nel proprio ambiente, scaricando le prime tensioni.
Applicare la regola dello stop
Inoltre, quando vi accorgete che una discussione su una sciocchezza sta scivolando verso il passato, applicate la regola dello stop: ditevi chiaramente che siete stanchi e che di quel vecchio problema parlerete al ritorno, non in quel momento.
Apprezzare il silenzio e la noia
Imparate a tollerare il silenzio e la noia iniziali senza riempirli per forza di aspettative prestazionali sulla felicità di coppia. Spesso, per ritrovare l’intesa, non servono subito grandi e profonde chiacchierate catartiche, ma basta camminare fianco a fianco, in silenzio, accettando che anche la pioggia faccia parte del viaggio e che il vostro legame ha solo bisogno di tempo per respirare di nuovo. Prendetevi per mano e ripartite da qui, con molta tenerezza verso le vostre fragilità.
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