Domande & Risposte
Si può superare un tradimento ed essere ancora felici?
Domanda
Sono un giovane uomo di 35 anni e convivo con la mia partner da 5 anni. Un paio di anni fa ho scoperto un tradimento da parte della mia compagna e, nonostante abbiamo deciso di rimanere insieme e provare a ricostruire la nostra coppia, mi accorgo che superare un evento di questo tipo è davvero faticoso; a volte ho la sensazione di trovarmi su un’altalena infinita e alterno periodi in cui il futuro mi sembra nuovamente sereno e a portata di mano a momenti in cui il dolore per il tradimento torna ad essere forte e mi lascia senza speranza. È davvero possibile superare un tradimento? Quanto tempo ancora durerà questa sensazione?
Caro Paolo, la scoperta di un tradimento è, per la coppia, a tutti gli effetti un evento traumatico, perché è un colpo inferto su diversi livelli della relazione; come tale, richiede un tempo di cura e di recupero spesso lungo e complesso.
Da molti punti di vista, la scoperta di un tradimento è equiparabile a un lutto relazionale importante, poiché vengono colpiti elementi che riguardano l’immagine della relazione vissuta fino a quel momento e che, improvvisamente, sembra svanire: viene colpita la fiducia, la prospettiva di un futuro, l’immagine del/della partner che ci si era costruiti nel tempo e viene colpita persino la dimensione personale di chi subisce il tradimento che, spesso, vive i momenti iniziali in un turbine di disorientamento, associato al dubbio sul fatto di essere stato la causa di quanto accaduto.
In tutto questo, un’ulteriore dimensione di fatica è legata anche al “come” questo tradimento sia stato scoperto e, inevitabilmente, alle tempistiche relative, a quanto sia durato e a quanto lontano nel tempo si collochi. Nelle coppie che decidono di voler rimanere insieme e provare a ricucire questa ferita, il percorso di cura e rinascita passa attraverso vari livelli che tendono a intersecarsi tra di loro come anelli di una catena.
Per prima cosa occorre lavorare su se stessi, individualmente, per prendersi cura del proprio dolore e per aiutarsi a comprendere che la responsabilità di quanto accaduto è di proprietà esclusiva di chi ha attivato il tradimento: comprensibili o meno, ha avuto le sue motivazioni nell’agire, mentire e svelare, e nulla di tutto ciò ha a che vedere con l’altro partner.
Solo se si è in grado di superare questa fase e di scoprire che c’è ancora dell’affetto che ci lega all’altro, è possibile iniziare il processo di ricostruzione della coppia, definendo nuovi confini e bisogni e imparando a portare in modo consapevole il proprio vissuto emotivo al/alla partner e, da lì, ripartire con un nuovo progetto di coppia proiettato nel futuro.
Questi passaggi non avvengono in linea retta, proprio come lei descrive nella sua lettera: ci saranno periodi dolorosi, periodi di nuova speranza per il futuro e periodi in cui l’eco della ferita inferta e subita tornerà a farsi sentire e, magari, farà sperimentare ancora un po’ di fatica.
In questi momenti, però, è bene ricordare che non è mai possibile cancellare il passato o far finta che non sia mai successo; per poter proseguire nel cammino è necessario ricordarsi che le ferite, anche quelle più dolorose e sanguinanti, hanno sempre la possibilità di trasformarsi in cicatrici. Rimarranno come un segno nella memoria della vostra storia di coppia, probabilmente in alcuni momenti di vita creeranno qualche fastidio passeggero, ma, se ben curate e guarite, non avranno più il potere di generare dolore o di distruggere le persone o la relazione che le porta con sé.
Affrontare tutto questo può essere molto complesso e, sicuramente, richiede un tempo non definibile a priori; nel caso ne sentiste la necessità, ricordatevi che è sempre possibile rivolgersi a degli esperti per ricevere un aiuto mirato e competente. A volte, saper chiedere aiuto può essere un ottimo strumento nel proprio percorso di guarigione.
© Riproduzione riservata.
