Domande & Risposte
Da quando ha il cellulare esce meno con gli amici, cosa fare?
Domanda
Siamo i genitori di un ragazzino di 11 anni, che fa la prima media. Da quest’anno gli abbiamo dato il cellulare (lui lo avrebbe voluto molto prima), da usare soprattutto quando è fuori casa o si sposta da solo. Per sicurezza. Da quando ce l’ha però ci sembra che esca meno con gli amici e tenda a stare molto di più da solo nella sua stanza a giocare o chattare. Non vorremmo che la cosa degenerasse e lo portasse a isolarsi troppo. Nello stesso tempo non ce la sentiamo di toglierglielo. Come dobbiamo comportarci?
La vostra preoccupazione è comprensibile ed è oggi molto diffusa tra i genitori. La situazione che descrivete non è rara: le pressioni da parte degli adolescenti per avere uno smartphone personale iniziano sempre più precocemente, spesso già prima dei 12 anni e oggi circa il 90% dei ragazzini ne possiede uno.
Questo scenario solleva alcune preoccupazioni, soprattutto quando l’uso diventa prolungato e non regolato. Proprio per questo, anche come pediatri e nell’ambito della Società Italiana di Pediatria (SIP), abbiamo recentemente approfondito il tema ed elaborato specifiche raccomandazioni. L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma comprenderne rischi e opportunità.
In particolare, si raccomanda di rinviare, quando possibile, l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni e, quando viene introdotto, di accompagnarne l’uso con attenzione e supervisione da parte degli adulti. L’ingresso dello smartphone personale nella vita di un ragazzo spesso coincide con un cambiamento delle abitudini quotidiane e delle relazioni. Quando l’uso è eccessivo e non è regolato, può essere associato a diversi rischi, sia sul piano fisico sia su quello psicologico, oltre a quelli legati a una navigazione senza controllo. Sono aspetti ben documentati dagli studi disponibili su questo tema.
Detto ciò, la vostra è stata comunque una scelta complessivamente equilibrata: avete cercato di rimandarne l’introduzione e ora, comprensibilmente, non ve la sentite di toglierlo.
Stabilire regole chiare
A questo punto è importante accompagnarne l’uso con regole chiare e una presenza educativa costante. Non esiste una regola valida per tutti né una “formula magica”. Si tratta piuttosto di costruire nel tempo un equilibrio, che nasce dalla collaborazione tra famiglia, scuola e, quando serve, anche con il supporto del pediatra. Quando noi pediatri parliamo di alleanza educativa intendiamo proprio questo.
Entrando nel pratico, ci sono strumenti concreti che possono aiutare: non un elenco di divieti, ma un patto condiviso in famiglia, basato su regole chiare e realistiche sull’uso dello smartphone. Nelle raccomandazioni pediatriche che abbiamo elaborato come SIP proponiamo, per esempio, il “family plan digitale”, cioè un piccolo accordo familiare sull’uso della tecnologia. In concreto, può voler dire stabilire che a tavola il telefono non si usa, che la sera si spegne a un’ora stabilita e non entra in camera da letto, che esistono momenti della giornata “offline” dedicati ad altre attività.
Un altro aspetto fondamentale è tutelare le relazioni reali. Se vi sembra che vostro figlio esca meno, potete aiutarlo a mantenere queste occasioni, favorendo incontri con gli amici, attività sportive e momenti condivisi.
È importante prestare attenzione ad alcuni segnali: isolamento crescente, uso notturno del telefono, irritabilità quando si chiede di interrompere, perdita di interesse per attività prima gradite, calo del rendimento scolastico. Sono campanelli d’allarme che meritano attenzione.
Accanto a questo, c’è il dialogo: interessatevi a ciò che fa online, con chi parla, cosa gli piace. Quando un ragazzo si sente ascoltato, accetta più facilmente anche dei limiti. Succede infatti sempre più spesso che i ragazzi si rivolgano anche all’intelligenza artificiale in cerca di aiuto.
Mamma e papà, date l’esempio!
Un elemento che spesso sottovalutiamo è l’esempio: i ragazzi osservano noi adulti molto più di quanto immaginiamo. Se ci vedono costantemente con il telefono in mano, il messaggio che passa è inevitabilmente negativo. Anche per questo, riflettere sul proprio uso del digitale è parte integrante del percorso educativo. In sintesi, a questo punto non è togliere il cellulare la strada da seguire, ma accompagnarne l’uso con attenzione e coerenza.
È più impegnativo e richiede presenza e pazienza, ma è il modo più efficace. Questo equilibrio e questo percorso si costruisce, passo dopo passo, insieme.
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