Cena presto: perché l’orario dei pasti può influire sulla salute

di Redazione Viversani&belli

A cena non conta soltanto cosa mettiamo nel piatto. Anche l’orario in cui mangiamo può avere un ruolo importante sul modo in cui l’organismo utilizza il cibo. Lo sostiene la cronutrizione

È questo il principio alla base della crononutrizione, una disciplina che studia il rapporto tra alimentazione, orologio biologico e metabolismo. E proprio la cena sembra essere uno dei momenti della giornata su cui prestare maggiore attenzione. L’idea è semplice: il nostro organismo non risponde allo stesso modo agli alimenti durante tutte le ore del giorno. Metabolismo, ormoni, temperatura corporea, sensibilità all’insulina e digestione seguono infatti ritmi circadiani. Per questo anticipare i pasti, soprattutto quello serale, potrebbe rappresentare una strategia utile per sostenere il controllo del peso e la salute metabolica.

Cena tardi: cosa succede all’organismo

Per anni l’attenzione nell’alimentazione si è concentrata soprattutto sulla qualità e sulla quantità degli alimenti. Oggi la ricerca suggerisce di considerare anche il momento in cui vengono consumati. Mangiare molto tardi significa introdurre energia quando l’organismo si sta preparando alla fase notturna. Con l’avvicinarsi del sonno aumenta la melatonina e cambiano alcuni meccanismi coinvolti nella gestione degli zuccheri. In altre parole, lo stesso pasto può essere gestito in maniera diversa a seconda dell’ora in cui viene consumato.
Uno studio condotto su 845 adulti ha confrontato una condizione che simulava un pasto quattro ore prima di andare a dormire con una consumata un’ora prima. Nel secondo caso, caratterizzato da livelli più elevati di melatonina, si è osservata una risposta glicemica peggiore e una minore risposta insulinica.

La crononutrizione studia quando mangiamo

La crononutrizione parte quindi da un concetto preciso: l’alimentazione deve essere considerata anche in relazione ai ritmi biologici. Il nostro organismo possiede un vero e proprio orologio interno che regola numerose funzioni. Quando gli orari dei pasti sono molto lontani dai ritmi fisiologici, può verificarsi una sorta di disallineamento circadiano.
Questo fenomeno è particolarmente interessante quando si parla di pasti serali abbondanti o consumati poco prima di coricarsi. Non significa, però, che mangiare prima renda automaticamente sana qualsiasi alimentazione. La qualità della dieta, le quantità, l’attività fisica, il sonno e le caratteristiche individuali continuano a essere fondamentali. Il momento dei pasti rappresenta piuttosto un tassello aggiuntivo da considerare.

Mangiare prima può aiutare a perdere peso

A suggerire l’importanza dell’orario dei pasti è stato anche uno studio su 420 persone impegnate in un percorso di dimagrimento di 20 settimane. I partecipanti che consumavano il pasto principale più tardi perdevano peso più lentamente rispetto a chi mangiava prima, pur presentando caratteristiche alimentari complessivamente simili.
Lo studio ha quindi evidenziato come il timing dei pasti possa contribuire alla risposta a un percorso di perdita di peso. Il risultato non significa che sia sufficiente spostare il pranzo o la cena per dimagrire. Piuttosto, suggerisce che l’orario può interagire con i meccanismi che regolano metabolismo e peso corporeo.

donna che si pesa soddisfatta perché è dimagrita dopo aver scelto una  Cena sul presto

Cena e salute cardiovascolare: cosa sappiamo

L’orario dei pasti potrebbe avere implicazioni che vanno oltre la bilancia. Una grande analisi della coorte francese NutriNet-Santé ha seguito oltre 100.000 adulti, valutando anche l’orario dei pasti. I ricercatori hanno osservato un’associazione tra pasti consumati più tardi e un maggiore rischio di eventi cardiovascolari, soprattutto nelle donne. In particolare, una maggiore tardività del primo e dell’ultimo pasto della giornata è risultata associata a un rischio cardiovascolare più elevato.
Si tratta di dati osservazionali e, quindi, non dimostrano che mangiare tardi sia da solo la causa delle malattie cardiovascolari. Tuttavia, rafforzano l’ipotesi che anche la regolarità e la distribuzione temporale dei pasti possano essere elementi da considerare nella prevenzione.

Come dovrebbe essere una cena equilibrata

Anticipare la cena non significa saltarla o ridurla drasticamente. L’obiettivo è piuttosto evitare che diventi il pasto più abbondante della giornata. Una cena equilibrata può comprendere una fonte di proteine, verdure e una quota adeguata di carboidrati, preferibilmente integrali. Legumi, cereali integrali, pesce, carne bianca, uova, yogurt e frutta secca possono trovare spazio all’interno di un’alimentazione varia e personalizzata. Anche i carboidrati non devono essere eliminati la sera. È più utile prestare attenzione alle quantità complessive e alla qualità degli alimenti, evitando che la cena si trasformi in un pasto molto abbondante dopo una giornata trascorsa mangiando troppo poco.

A che ora fare cena?

Non esiste un orario universale valido per tutti. Molto dipende dall’orario in cui ci si sveglia, dall’attività fisica, dagli impegni quotidiani e soprattutto dall’ora in cui si va a dormire. Un principio pratico può però essere quello di lasciare un intervallo di alcune ore tra la cena e il momento di coricarsi, evitando, quando possibile, di concentrare un pasto abbondante nell’ultima ora prima di dormire. La ricerca condotta su 845 adulti, per esempio, ha confrontato una condizione di pasto quattro ore prima del sonno con una a un’ora dal riposo, rilevando una peggiore gestione del glucosio nella seconda situazione.

Non solo cena: conta la distribuzione dei pasti

Il messaggio della crononutrizione non è quindi semplicemente “mangia meno”. È piuttosto quello di distribuire meglio l’alimentazione nell’arco della giornata. Una colazione e un pranzo adeguati, una cena non eccessivamente abbondante e orari abbastanza regolari possono aiutare a evitare di arrivare alla sera con una fame eccessiva. Anche questo aspetto è importante perché la fame intensa può favorire la ricerca di alimenti molto calorici o ricchi di zuccheri. Sul tema della fame serale, Viversani&belli ha approfondito anche il problema della voglia di dolci dopo cena, sottolineando l’importanza di arrivare al pasto serale con un appetito equilibrato e di non trascurare il ruolo di proteine e fibre nella giornata.

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