Domande & Risposte

Voglia di dolci alla sera: come faccio a resistere?

A cura di

Francesca Paparella

NUTRIZIONE

Biologa nutrizionista e psicologa, Centro Diagnostico Italiano (Milano e Pavia)

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donna che tiene in mano dei dolci e li guarda

Domanda

Ho 50 anni e da sempre sono golosa. Negli ultimi tempi però la voglia di dolce si ripresenta spesso, soprattutto alla sera: una specie di raptus che mi porta ad aprire la dispensa e cercare spasmodicamente una brioche, un cioccolatino o dei biscotti. Faccio fatica a controllare questi momenti, ma mi rendo conto che il peso inizia a risentirne. Come posso fare per mettere a freno queste voglie? E perché arrivano all’improvviso?

Giovanna, Teramo

Cara Giovanna, la ringrazio di cuore per questa domanda. Quanto riporta ha diverse spiegazioni possibili, e forse può essere di conforto capirle meglio prima ancora di pensare a come gestirle.

Può dipendere dagli ormoni…

Il desiderio di dolci nelle ore serali è un’esperienza comune e può avere spiegazioni diverse a seconda dell’età, delle abitudini e del momento della vita. Ad esempio, le variazioni ormonali possono influenzare, in alcune persone e in particolari fasi della vita, l’appetito, il metabolismo del glucosio e la sensibilità all’insulina, contribuendo ad aumentare il desiderio di alimenti dolci. Tuttavia, possono entrare in gioco anche altri fattori, come una distribuzione non ottimale dei pasti e dell’apporto calorico, la stanchezza accumulata o lo stress. Inoltre, la sera, dopo una giornata di impegni e decisioni, la stanchezza mentale può rendere più difficile mantenere le strategie di autocontrollo. Poiché gli alimenti dolci sono particolarmente gratificanti, è frequente avvertirne un desiderio più intenso proprio nelle ore serali.

… o da una dieta sbilanciata

La prima osservazione che mi viene da fare è chiederle se si stia alimentando adeguatamente. Talvolta, nel tentativo di limitare alcuni alimenti, si riduce inconsapevolmente l’apporto complessivo di cibo. Questo può creare un circolo vizioso, perché una fame più intensa porta più facilmente a ricercare alimenti molto gratificanti, meno nutrienti e sazianti.

Ridurre la fame a cena

Per quanto riguarda le strategie per una migliore gestione, può essere utile provare a mantenere, per quanto possibile, un equilibrio nel senso dell’appetito e nella glicemia durante il giorno, cercando di non arrivare a cena con maggior appetito: pasti con una buona quota di proteine e fibre, aiutano a stabilizzare la glicemia e ad attenuare quel picco di richiesta di zuccheri nelle ore successive.

Ascoltare i desideri

Può essere di aiuto concedersi qualche istante per ascoltarsi, senza giudizio. Il nostro corpo ci invia continuamente segnali che meritano attenzione: provi a chiedersi se si tratta di fame, oppure di stanchezza, noia, tensione o persino sete. Si domandi anche cosa le andrebbe davvero di mangiare e se questo desiderio compare sempre negli stessi momenti o situazioni: ad esempio quando si è soli o al termine della giornata lavorativa. I segnali del corpo e i nostri comportamenti raramente sono casuali: fermarsi a osservarli con curiosità può aiutarci a comprendere meglio i nostri bisogni.

Evitare scelte drastiche

Le suggerirei anche di non eliminare il dolce in modo drastico. Le abitudini difficilmente cambiano da un giorno all’altro; per questo è spesso più efficace procedere per piccoli passi. Potrebbe porsi l’obiettivo di ridurre gradualmente la frequenza di consumo durante la settimana, scegliendo alternative che siano comunque gratificanti, come uno yogurt magro con cannella oppure un quadratino di cioccolato fondente o un frutto.

Anche il sonno è importante: dormire poco può contribuire al senso di appetito. Può essere utile tenere i dolci meno a portata di mano e avere in frigo verdure tagliate già pronte, una scelta semplice e salutare nei momenti di fame.

Il fatto che se ne sia accorta e voglia prendersene cura è già un passo prezioso. Segnali di questo tipo non sono un segno di debolezza, ma un modo con cui il nostro corpo comunica i propri bisogni che meritano di essere ascoltati. La capacità di osservare e comprendere è una risorsa, reprimerli o ignorarli difficilmente risolve il problema all’origine. Se le difficoltà dovessero persistere, un percorso di valutazione nutrizionale personalizzato potrebbe aiutarla a comprendere meglio le cause specifiche della sua situazione e a costruire, con calma, strategie pensate su misura per lei.

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