Domande & Risposte
Menopausa precoce: è troppo tardi per una cura?
Domanda
Sono in menopausa da circa 8 anni. La mia ginecologa non mi ha suggerito alcuna terapia, dicendo che questa è una fase naturale della vita. Ora ho 47 anni, ma da tre sono ingrassata 20 chili circa, mi sento tesa, ho la pancia e le gambe gonfie, quando mi guardo allo specchio non mi vedo più proporzionata. Alcune persone addirittura mi hanno chiesto se ero incinta. Tra l’altro ho smesso di andare a correre, perché non ho più fiducia in me stessa: non sono mai stata in sovrappeso e questa condizione mi crea un dolore emotivo molto forte. Che cosa posso fare? Spero non sia troppo tardi.
Gentile Elena, la sua ginecologa ha ragione: la menopausa non è una malattia, ma un evento fisiologico, una fase naturale della vita femminile, che in genere si verifica intorno ai 50-55 anni. Nel suo caso, però, è comparsa prima dei 40 anni: si parla quindi di menopausa precoce, una condizione patologica rispetto a quella naturale. Lei ha smesso presto di essere protetta dal suo equilibrio ormonale, e questo ha causato un cambiamento notevole, a livello sia fisico sia psicologico.
Inoltre, il fatto che la menopausa sia naturale non vuol dire che vada “subìta” senza fare nulla per contrastarne i sintomi, che sono in molti casi importanti e invalidanti. Tra questi ci sono il gonfiore e l’aumento di peso che segnala nella sua lettera. Ma l’insieme dei disturbi è più ampio: vampate di calore, dolori muscolari e articolari, secchezza vaginale, cistiti ricorrenti, dolore nei rapporti sessuali, calo del desiderio, cambiamenti del tono dell’umore, confusione mentale e disturbi del sonno.
Affidarsi a un team di specialisti
Tornando al suo caso, siamo ancora in tempo per rimediare? Certo che sì. Il primo consiglio è quello di affidarsi a un medico di sua fiducia o a un ginecologo che sappia coordinare una serie di professionisti. È necessaria una collaborazione multidisciplinare (tra ginecologo, endocrinologo, nutrizionista, personal trainer) oltre che un serio accertamento delle sue condizioni attuali di salute:
– visita cardiologica con valutazione della pressione arteriosa;
– esami del sangue completi, che comprendano lo studio della tiroide e del metabolismo, per poter escludere un diabete di tipo due;
– ecocolordoppler delle carotidi;
– Mineralometria ossea computerizzata (MOC) per valutare se vi è una diminuzione della massa ossea.
Ridurre il peso
Inizialmente mi concentrerei sull’aumento di peso, naturalmente con il supporto di uno specialista. Venti chili in più non sono pochi ma le soluzioni non mancano. L’obiettivo primario sarebbe ridurre il peso del 15-20 per cento. In questa prima fase potrebbero essere d’aiuto farmaci specifici (come per esempio la tirzepatide), che agiscono sul senso di sazietà e sul rallentamento dello svuotamento gastrico. Vanno utilizzati sotto stretto controllo medico.
Contemporaneamente intraprenderei un percorso di nutrizione di precisione e una attività fisica compatibile con le sue attuali condizioni fisiche: piuttosto che la corsa, le consiglio lunghe passeggiate (magari alternando la camminata lenta a quella veloce) e una ginnastica mirata per risvegliare i muscoli e le articolazioni. Il movimento è fondamentale, per lo scheletro e per il cuore: non dimentichiamo che tra le complicanze più serie della carenza di estrogeni ci sono l’osteoporosi e la malattia cardiovascolare.
Iniziare una terapia ormonale
Riguardo agli altri sintomi, potrebbe valutare insieme al suo medico l’opportunità di seguire la terapia ormonale sostitutiva (TOS). In base alle linee guida della Società italiana della menopausa (SIM) e della Società di ginecologia della terza età (SIGITE), il trattamento è raccomandato, in assenza di controindicazioni, al di sotto dei 60 anni ed entro i 10 anni dall’inizio della menopausa. Quindi lei sarebbe ancora nei tempi. La via di somministrazione da preferire, nel suo caso, sarebbe quella transdermica, sotto forma di gel o cerotti, oltre a compresse di progesterone naturale.
Con la terapia ormonale otterrà un positivo cambiamento dell’umore e i benefici potranno essere protratti per lungo tempo con un miglioramento totale della sua qualità di vita. Come vede Elena, non è troppo tardi! Non si scoraggi.
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