Domande & Risposte

Allattamento al seno: fa bene come coccola?

A cura di

Isabella Tarissi De Iacobis

Pediatria

Dirigente medico di primo livello dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e responsabile di alta specialità in Pediatria di genere

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donna che allatta al seno la sua bimba

Domanda

Ho allattato mia figlia a lungo: ora ha due anni, ma spesso si attacca ancora al seno come richiesta di coccole. Faccio bene ad assecondarla? Fino a quando conviene farlo? E quando dovrò smettere in che modo posso staccarla senza traumi?

Miranda, Casale Monferrato (AL)


Per quanto riguarda l’allattamento al seno, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) lo raccomanda fino ai due anni, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 
A questa età il seno è spesso più una “coccola” e uno strumento di regolazione emotiva, piuttosto che fonte di nutrimento vera e propria. La poppata serve infatti al bambino o alla bambina per consolarsi, rilassarsi o ritrovare il contatto. 

Non interrompere il sonno

La cosa importante è che a questa età l’allattamento al seno non vada a sostituire i pasti principali del bambino per evitare che possano esserci delle carenze nutrizionali. Inoltre il sonno del piccolo deve essere continuativo continuativo e non interrotto dall’attaccamento al seno materno. Gradualmente dai due anni di età è corretto interrompere questa routine, ma naturalmente si dovrebbe farlo in maniera non traumatica. Ecco qualche consiglio pratico per riuscirci.

Cambiare routine

Per esempio se si attacca al seno quando siete sedute sul divano dopo essere andate al parco, le proponga subito un’alternativa (un libro, un abbraccio stretto, cantare una canzone insieme). A due anni è perfettamente in grado di comprendere le spiegazioni semplici: “Il latte è finito, ma ti tengo stretta”.  

Offrire un’alternativa

Esercitare più contatto fisico in altri momenti (farle dei massaggini, ballare insieme, ritagliare un “tempo solo per noi due”) riduce il bisogno di attaccarsi per rassicurazione.  

Coinvolgere il partner

Spesso è più facile saltare la poppata della nanna se è papà a proporre il rituale (una storia, la ninna nanna, l’addormentamento in braccio).  Ci saranno giorni in cui regredirà (durante una malattia, quando spuntano i dentini, durante un cambiamento di abitudini): è normale, ma non rovina il percorso. Continui a insistere!

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