Gusto: come aiutare i bambini a superare la paura dei cibi nuovi

di Maura Prianti

“Questo non mi piace”. “Questo non lo mangio”. Quante volte i genitori si sentono rispondere così davanti a un alimento mai visto prima?

Gli esperti la chiamano neofobia alimentare, cioè la naturale diffidenza nei confronti dei cibi nuovi. Non voler provare un nuovo gusto è una fase comune dello sviluppo dei bambini che, però, può limitare la varietà della dieta e ostacolare l’educazione del gusto. L’estate, con i suoi ritmi più rilassati, le vacanze e le occasioni di convivialità, può diventare il momento ideale per aiutare i bambini a fare nuove scoperte culinarie, senza pressioni ma con curiosità.

Otto bambini su dieci rifiutano i nuovi alimenti

Secondo una ricerca del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), l’85,4% dei bambini italiani tra i 6 e i 10 anni presenta un livello intermedio o elevato di neofobia alimentare. Questa condizione è associata a una minore adesione alla dieta mediterranea e a un consumo più basso di frutta, verdura e legumi.

La buona notizia è che il gusto non è qualcosa di immutabile: può essere educato attraverso esperienze positive, ripetute e condivise.

Il gusto si impara, un assaggio dopo l’altro

La conferma arriva anche dalla ricerca scientifica. Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dai ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha coinvolto circa 800 bambini italiani tra i 6 e i 10 anni, ha dimostrato che un percorso di educazione alimentare basato su Nutripiatto può migliorare concretamente le abitudini alimentari.

Dopo due mesi, i bambini hanno aumentato il consumo di verdure, cereali integrali e acqua, riducendo invece le porzioni di carne e il tempo trascorso sedentari. In alcune regioni coinvolte nella ricerca, fino all’83% dei partecipanti ha incrementato il consumo di verdure, dimostrando che imparare a conoscere nuovi alimenti è possibile quando il percorso è graduale e coinvolgente.

Niente forzature: la curiosità vale più dell’obbligo

Secondo la professoressa Laura De Gara, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, è fondamentale rispettare i tempi dei bambini.

«La neofobia alimentare può essere una fase normale dello sviluppo e non deve preoccupare le famiglie. Non va affrontata con imposizioni, ma accompagnata con pazienza, curiosità e continuità. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, proporre più volte gli stessi alimenti e creare un clima sereno a tavola aiuta a costruire un rapporto positivo con il cibo. Educare il gusto significa anche educare alla curiosità e all’apertura verso ciò che è nuovo.»

Il messaggio è chiaro: obbligare un bambino ad assaggiare un alimento rischia di ottenere l’effetto opposto. Molto più efficace è riproporre lo stesso cibo in occasioni diverse, senza creare tensioni.

L’estate è il momento ideale per educare il gusto

Durante le vacanze cambiano i ritmi della giornata e aumentano le occasioni per sperimentare nuovi ingredienti. Una cena in un ristorante etnico, un mercato locale durante un viaggio o una ricetta preparata insieme possono trasformarsi in esperienze preziose.

Nasce proprio da questa idea Nutripiatto Senza Confini, un progetto che unisce i principi della dieta mediterranea con ingredienti e tradizioni culinarie provenienti da tutto il mondo.

Dal cous cous ai noodles, dalla quinoa al tofu, passando per il pak choi e il miglio, ogni alimento diventa l’occasione per raccontare una cultura diversa e stimolare il gusto attraverso la scoperta.

Come sottolinea ancora la professoressa De Gara:

«In un’Italia sempre più multiculturale, Nutripiatto Senza Confini nasce per valorizzare le diverse tradizioni alimentari presenti nelle famiglie, dimostrando che equilibrio nutrizionale e identità culturale possono convivere nello stesso piatto.»

Ogni ingrediente racconta una storia

Per i bambini, il cibo non è soltanto nutrimento. È anche gioco, scoperta e relazione. Raccontare da dove arriva un ingrediente, in quale Paese viene utilizzato e come viene preparato può rendere più interessante anche un alimento inizialmente rifiutato.

Educare il gusto significa quindi insegnare ai più piccoli che ogni piatto porta con sé tradizioni, persone e modi diversi di vivere la tavola. Un approccio che aiuta non solo ad ampliare la varietà della dieta, ma anche a sviluppare apertura verso culture differenti.

5 strategie per educare il gusto dei bambini

  • Proponi un alimento nuovo più volte, senza obbligare il bambino ad assaggiarlo.
  • Coinvolgilo nella preparazione dei pasti: cucinare insieme aumenta la curiosità.
  • Dai il buon esempio, perché i bambini imparano osservando gli adulti.
  • Racconta la storia degli ingredienti e dei Paesi da cui provengono.
  • Trasforma ogni pasto in un momento di dialogo, condivisione e scoperta.

L’obiettivo non è far mangiare tutto subito, ma accompagnare i bambini in un percorso che li aiuti a sviluppare un rapporto sereno con il cibo. Perché il gusto, proprio come ogni altra competenza, si costruisce giorno dopo giorno, un assaggio alla volta.

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