Domande & Risposte

Perché fa bene mangiare cibi a basso Indice glicemico?

A cura di

Anna Rana

Nutrizione

Biologa nutrizionista a Monza

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insalata di quinoa e verdure

Domanda

Ho letto che nella nostra alimentazione è importante controllare l’Indice glicemico dei cibi. Mi potrebbe spiegare di cosa si tratta e perché va tenuto d’occhio? E quali sarebbero gli alimenti da preferire?

Sauro, Saronno

Caro Sauro, la ringrazio per aver sollevato una questione così centrale nella nutrizione quotidiana. Capire come gli alimenti influenzino la nostra biochimica è il primo passo per prenderci cura di noi stessi in modo consapevole, senza cadere nella trappola delle restrizioni severe, ma basandoci sulla conoscenza del nostro corpo.

Che cosa indica l’Indice glicemico

L’Indice Glicemico (spesso abbreviato in IG) non è un parametro rigido da subire con ansia, ma un indicatore dinamico. In termini scientifici, misura la velocità con cui i carboidrati contenuti in un alimento vengono digeriti e si riversano nel sangue sotto forma di glucosio (zucchero), provocando il rialzo della glicemia.

Per comprendere l’impatto di questo meccanismo sulla nostra quotidianità, possiamo immaginare la gestione delle nostre energie. Quando assumiamo cibi ad alto indice glicemico – come gli zuccheri raffinati, i dolci o le farine molto lavorate – il glucosio entra nel circolo sanguigno in modo estremamente rapido. Questo picco improvviso costringe il pancreas a produrre una quota massiccia di insulina, l’ormone deputato a “ripulire” il sangue dagli zuccheri in eccesso. Questa risposta ormonale è così efficiente e repentina da causare, poco dopo, un calo glicemico brusco (chiamato ipoglicemia reattiva). La conseguenza non è solo fisica, ma influisce anche sulle nostre sensazioni: ci ritroviamo dopo poco tempo stanchi, privi di forze e con un nuovo e urgente stimolo della fame.

Preferire cereali e verdure

Al contrario, gli alimenti a basso indice glicemico rilasciano l’energia in modo graduale. La glicemia rimane stabile, il corpo lavora in una condizione di equilibrio biochimico e il senso di sazietà si prolunga nel tempo, regalandoci un’energia costante e una maggiore lucidità mentale.

Quali alimenti è ideale preferire, quindi, nella routine settimanale? Certamente i cereali in chicco integrali (come farro, orzo, riso selvaggio o quinoa), i legumi e la verdura di stagione. Questi cibi sono naturalmente ricchi di fibre alimentari, che agiscono come un vero e proprio freno biologico, rallentando l’assorbimento dei carboidrati.

Conta anche il carico glicemico

Tuttavia, il mio approccio alla nutrizione non prevede l’esclusione categorica di ciò che ci piace. Esiste un concetto fondamentale che è il “carico glicemico” del pasto complessivo. Se si desidera un piatto di pasta non integrale, non c’è motivo di privarsene: basta abbinarlo correttamente. Associare ai carboidrati una buona quota di fibre (la verdura) e una fonte di proteine o grassi sani (come l’olio extravergine d’oliva o della frutta secca) rallenterà l’assorbimento complessivo del pasto, mantenendo la glicemia sotto controllo.

Imparare a combinare i nutrienti è il modo migliore per nutrire il corpo nel rispetto della biologia e del piacere della tavola. Spero che d’ora in poi inizierà ad abbinare gli alimenti nel modo giusto!

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