Domande & Risposte

Fritto misto: posso concedermelo o è da evitare?

A cura di

Anna Rana

Nutrizione

Biologa nutrizionista a Monza

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piatto con fritto misto di pesce

Domanda

Ho 47 anni e sono decisamente una buona forchetta. Sto per partire per il mare e non vedo l’ora di gustare qualche buon piatto di fritto misto di pesce. Mia moglie mi sta facendo la predica, dicendo che – dato che sto mettendo su qualche chilo e devo stare attento al colesterolo – il fritto dovrei evitarlo. Ha ragione lei? Il fritto è proprio da condannare?

Roberto, Alessandria

Caro Roberto, le rispondo con un grande sorriso e con tutta l’empatia di chi, come lei, ama la buona tavola: no, il fritto di pesce non è affatto da condannare! 

Anzi, le dirò di più. Sua moglie ha perfettamente ragione a volersi prendere cura della sua salute e a tenere d’occhio il colesterolo, ma la bella notizia è che il cibo non deve mai diventare un motivo di punizione o di rinuncia, soprattutto quando si è in vacanza. Il segreto non sta nel privarsi dei piaceri della vita, ma nel comprendere la nutrizione funzionale e la potenza degli abbinamenti giusti.

Stimola il fegato e il metabolismo

Nell’immaginario comune la frittura viene vista come il male assoluto, ma la realtà scientifica è molto diversa. Se eseguito a regola d’arte, il fritto ha una proprietà preziosissima: stimola la funzionalità e il drenaggio del fegato e della cistifellea. Quando gustiamo un alimento fritto correttamente, la cistifellea si contrae e rilascia la bile, un meccanismo fondamentale che aiuta a far lavorare il fegato e a riattivare il metabolismo. Inoltre, sfatiamo un mito sul colesterolo. La maggior parte del colesterolo in circolo viene prodotta dal nostro stesso fegato, spesso in risposta a continui picchi di insulina causati da un eccesso di zuccheri e carboidrati raffinati, e non semplicemente perché mangiamo dei grassi. Una frittura fatta bene, grazie alla rapidità di cottura ad alta temperatura, crea una crosta croccante che sigilla l’alimento, impedendo all’olio di penetrare all’interno, conservando intatta la qualità del pesce.

L’abbinamento ideale? Verdure crude

La vera magia, per trasformare questo sgarro apparente in un alleato del benessere, risiede in quello che si mette nello stesso piatto. Per comporre un abbinamento funzionale perfetto, il fritto di pesce va sempre accompagnato con una bella porzione di verdura cruda e croccante, come un pinzimonio, dei finocchi, del radicchio o della rucola. Gli ortaggi crudi forniscono acqua, sali minerali ed enzimi digestivi che alleggeriscono il carico epatico e facilitano il lavoro del fegato. Non dimentichiamo poi una generosa spruzzata di limone fresco, la cui acidità stimola i succhi gastrici e aiuta la digestione dei grassi. L’unica vera accortezza è evitare di sovrapporre altri carboidrati nello stesso pasto: per questa volta lasciamo da parte il pane, le patatine fritte di contorno o il dolce a fine pasto, così da mantenere stabile l’insulina.

No allo stress da privazione

Roberto, il cibo è anche convivialità, emozione, ricordo e felicità. Andare al mare e privarsi con senso di colpa di un buon piatto di pesce fresco non fa bene né al corpo né allo spirito, e lo stress da privazione fa salire il colesterolo molto più di una frittura ben fatta. Spieghi a sua moglie che non sta cedendo a una tentazione proibita, ma sta facendo un trattamento funzionale per stimolare la bile, a patto di goderselo insieme a una ricca insalata, un po’ di limone e una bella passeggiata sul bagnasciuga dopo pranzo. Buone vacanze e buon appetito!

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