Domande & Risposte

Come faccio a sapere se la mia è una dieta equilibrata?

A cura di

Anna Rana

Nutrizione

Biologa nutrizionista a Monza

Fai una domanda

piatto bilanciato accanto al metro

Domanda

Sto seguendo una dieta da un nutrizionista: lo specialista ha inserito nel programma carne, pesce, uova, tante verdure e frutta e niente dolci. Molti carboidrati e proteine. A suo parere è una dieta equilibrata?

Maria Pia R.

Cara Maria Pia, grazie per la sua lettera. Il dubbio che solleva è molto frequente e tocca un punto centrale: siamo stati abituati per anni a pensare alla dieta come a una somma di calorie o a una rigida percentualizzazione di macronutrienti (tot % di carboidrati, tot % di proteine e grassi). Ma la vera nutrizione è molto diversa!

Non conta la quantità, ma l’abbinamento

Nel mio approccio la “non dieta”, ossia il concetto di “dieta equilibrata” non si misura con la bilancia né con i calcoli matematici dei grammi nel piatto. Il nostro corpo non è una calcolatrice, ma un laboratorio biochimico meraviglioso: quello che conta davvero non è quanto mangi, ma come abbinare funzionalmente gli alimenti per lavorare sul metabolismo e sul bilanciamento ormonale.

Quindi, per rispondere alla sua domanda: una dieta è davvero equilibrata non quando rispetta una percentuale standard, ma quando sfrutta la sinergia e gli abbinamenti funzionali tra i cibi.

I tre pilastri di una dieta bilanciata

Ecco quali sono i veri pilastri da osservare nel suo piatto.

Associare bene i carboidrati

I carboidrati non vanno temuti né demonizzati, ma vanno gestiti. Inserire “molti carboidrati” può essere corretto solo se abbinati nel modo giusto, ad esempio accostandoli a verdure amare o crude per modulare il picco d’insulina, oppure a grassi sani e proteine di qualità che ne rallentino l’assorbimento. È l’abbinamento che decide la risposta ormonale del suo corpo, non il singolo alimento!

Evitare restrizioni eccessive

Un piano che elimina drasticamente o crea il “terrore” dei dolci o di certi cibi finisce solo per appesantire la mente. Nei miei libri racconto spesso come il primo passo per stare bene sia togliere il peso del senso di colpa e delle restrizioni estreme. Si può dimagrire o restare in salute mangiando con gusto e imparando a gestire anche gli sfizi grazie alla composizione del pasto.

Gli organi devono “funzionare”

La vera funzionalità di un piatto sta nel far lavorare al meglio il fegato, l’intestino e la tiroide. Se dopo il pasto si sente gonfia, stanca o con la mente annebbiata, significa che l’abbinamento non era adatto a lei, indipendentemente da quanti carboidrati o proteine c’erano sulla carta.

Osservarsi dopo i pasti

Il mio consiglio, Maria Pia, è di spostare il focus dai grammi e dalle definizioni standard alla risposta del suo corpo. Osservi come si sente dopo i pasti: se ha energia costante, se non avverte sonnolenza o attacchi di fame nervosa e se si senti serena a tavola, allora il suo corpo sta ricevendo i giusti segnali. 

Se invece sente rigidità o pesantezza, ne parli con il suo nutrizionista per trovare gli abbinamenti cuciti su misura per lei, senza far diventare il cibo un “peso nel cuore”!

© Riproduzione riservata.

I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.