Domande & Risposte
Pensando al futuro, perché mi sento sempre indietro?
Domanda
Ho 25 anni e sto per finire il mio percorso universitario. Nonostante sia sempre stata in pari con gli esami e abbia avuto voti molto buoni, ho costantemente la sensazione di essere indietro rispetto agli obiettivi che si dovrebbero raggiungere nella vita. Soffro per il fatto di non avere ancora un lavoro, di vivere ancora insieme ai miei genitori e di non avere una relazione stabile e ho spesso paura che, una volta conclusa la vita universitaria, finirò per essere un fallimento totale. Come posso recuperare il tempo perso e costruirmi una vita soddisfacente nei giusti tempi?
Carissima Elena, non è infrequente sentire riflessioni come la sua da parte di persone che, per età, rientrano nella fascia dei giovani adulti, ovvero delle persone tra i 20 e i 35 anni, che stanno cominciando a prendere consapevolezza del voler trovare un loro posto nel mondo degli adulti, magari, proprio come sta accadendo a lei, in corrispondenza della conclusione della carriera scolastica.
Scoprire chi vogliamo essere “da grandi”
Certamente affrontare tutto questo con la percezione di “essere indietro” non è piacevole e, fortunatamente, in un caso come il suo, non sembra corrispondere alla realtà; al contrario, potrebbe essere una voce interiore che sta cercando di portare la sua attenzione non tanto sulla fretta del tempo che scorre, ma sulla possibilità di chiedersi chi vorrebbe essere “da grande” e come riuscirci. Per gli obiettivi che lei si pone, infatti, non esiste una tabella oraria da rispettare, esiste solo la possibilità di crearsi il proprio percorso di crescita. Se si desse la possibilità di guardare la realtà dei coetanei intorno a sé, scoprirebbe che è fatta di molteplici sfaccettature: qualcuno, tra le sue conoscenze, magari sta già lavorando, ma questo non vuol dire sia più avanti di lei, significa solo che ha fatto scelte diverse dalle sue nel proprio percorso di vita; ad esempio, potrebbe aver fatto un percorso di studi più breve del suo, poiché lo sentiva più affine a sé, ed essere quindi approdato nel mondo del lavoro in un momento diverso da lei. Lo stesso sguardo lo si può tenere anche per le altre situazioni su cui si interroga: relazioni stabili, autonomia economica o abitativa.
Trovarsi nel “qui e ora”
Attenzione, questo non vuol dire che lei stia sbagliando qualcosa nel volersi costruire una vita più piena o soddisfacente. Al contrario, significa solo che lei non è né in ritardo né in anticipo nella sua vita, si trova nel “qui ed ora” perfetto per il percorso che ha tracciato per se stessa. Dato che quel pezzo di strada sta volgendo al termine, inizia a sentire il bisogno di chiedersi cosa voglia per sé da qui in poi. Gli obiettivi che sceglierà richiederanno, inevitabilmente, il tempo dell’incontro con la dimensione della realtà in cui vive e questo vuol dire che alcuni saranno raggiungibili in un tempo minore, altri necessiteranno di investimenti personali a medio o lungo termine.
Si può sempre sbagliare
Il fatto che la sua vita possa essere più o meno soddisfacente, mi creda, non ha nulla a che vedere con cronometri o calendari, ma con la possibilità che lei si darà di percorrere le strade che la porteranno a realizzare gli obiettivi che si porrà e dalla possibilità che lei si goda il percorso che la accompagnerà al raggiungimento delle sue mete. E se qualcosa andasse storto che si fa? Semplice, ci si ferma, si osserva cosa non ha funzionato, si impara dagli errori o dagli imprevisti che il mondo ci propone e, dopo aver deciso se quella strada ha bisogno di riadattamenti o modifiche, semplicemente si riprende il proprio cammino. Auguri per il suo futuro!
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