Domande & Risposte

Mio figlio si ammala all’asilo: è vero che le difese si rafforzano?

A cura di

Silvia Ricci

Pediatria

Pediatra all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, membro del Consiglio direttivo della Società italiana di Pediatria (SIP)

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bambini alla scuola materna seduti in cerchio

Domanda

Sono la mamma di due bambini che vanno alla scuola materna. Sono sempre in ansia per eventuali malanni, sin dai tempi del nido. Perché i piccoli si ammalano così spesso appena ricominciano a frequentare i coetanei? È vero che fa bene al sistema immunitario o si tratta di un falso mito?

Giorgia, Ravenna

Cara Giorgia, è perfettamente normale che i bambini si ammalino più spesso quando iniziano a frequentare il nido o la scuola dell’infanzia. Partiamo dal principio: quando un bambino nasce il suo sistema immunitario si è già formato durante la gravidanza, altrimenti sarebbe molto difficile la sopravvivenza, tuttavia durante la prima infanzia quello che deve costruire è la memoria immunologica, cioè la capacità che gli permette di riconoscere rapidamente un microrganismo già incontrato, prima che questo lo invada, e di rispondere in modo sempre più efficace.

Il sistema immunitario sta “imparando”

Mi piace fare un paragone con la scuola. Pensiamo a un bambino che entra in prima elementare: il suo cervello è perfettamente funzionante, tuttavia non sa ancora leggere o fare le tabelline. Questo non ci desta preoccupazione, pensiamo che sia normale, non è perché non ne sia capace, ma semplicemente perché non ha ancora avuto modo di imparare. Ogni giorno di scuola aggiunge un tassello di conoscenza e, con il tempo, tutto diventa più semplice e automatico.

Lo stesso accade al sistema immunitario. Ogni infezione rappresenta una “lezione”: l’organismo risponde all’agente infettivo, lo elimina e, contemporaneamente, ne conserva il ricordo. Certo durante l’infezione spesso il bambino può avere sintomi fastidiosi per cui la preoccupazione è normale. Mantenendo la metafora con la scuola, l’unico altro metodo efficace di apprendimento per il sistema immunitario per rafforzare la memoria e l’efficienza ma senza ammalarsi sono le vaccinazioni del primo ciclo e poi i richiami, che non rappresentano altro che strategici ripassi prima di una interrogazione (eventuale incontro con virus o batterio naturale). 

Se quel virus (incontrato con un’infezione precedente o meglio presentato sotto forma vaccinale) dovesse ripresentarsi, sarà riconosciuto più rapidamente e la risposta sarà più veloce ed efficace. 

Non è un segno di fragilità

Per questo, nei primi anni di comunità, è normale assistere a una successione di raffreddori, otiti o gastroenteriti: più che un segno di fragilità, sono la conseguenza dell’incontro con tanti microrganismi nuovi in un periodo di intensa socializzazione. Infatti, durante gli anni del nido e dell’infanzia i bambini piccoli giocano in un modo che favorisce enormemente la circolazione e la trasmissione dei virus. Condividono gli stessi giochi, portano gli oggetti alla bocca, si toccano continuamente il viso, si scambiano bicchieri, posate e ciucci e con essi le secrezioni respiratorie, la saliva. Dal punto di vista dei virus è un ambiente ideale per passare rapidamente da un bambino all’altro. Con la crescita anche questo cambia spontaneamente. Già alle scuole elementari i bambini hanno abitudini diverse: portano molto meno gli oggetti alla bocca, hanno una migliore igiene delle mani, sono più autonomi e il loro modo di giocare comporta molti meno contatti. Per questo l’intensa circolazione dei virus tipica del nido e della scuola dell’infanzia tende a ridursi.

Per cui nei primi 5-6 anni di vita si ammalano più spesso non perché abbiano difese insufficienti, ma perché stanno frequentando, tutte insieme, le loro “prime lezioni” di immunologia. Con il passare degli anni, grazie alla memoria costruita nel tempo, gli episodi infettivi tenderanno naturalmente a diminuire. In altre parole, il sistema immunitario impara (quasi) tutto nei primi anni e lo fa proprio tra i banchi di scuola, anzi un po’ prima, solitamente quando arriva tra i banchi è già esperto! 

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