Domande & Risposte

Ho sempre la pressione bassa: cosa posso fare?

A cura di

Fiamma Ferrraro

MEDICINA GENERALE

Medico di medicina generale, esperta in medicina integrata a Roma e Carpi

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donna sdraiata sul divano davanti a un ventilatore

Domanda

Ho 43 anni e ho sempre avuto la pressione nella norma. Da diversi giorni però mi sento debole e mi gira spesso la testa, soprattutto quando mi alzo bruscamente. La prima volta che mi è successo ho misurato la pressione e avevo 90 su 70, e più o meno questi valori sono rimasti invariati. Cosa posso fare? Vorrei evitare i farmaci: lei ha qualche consiglio?

Tania, Pisa

Cara Tania, in quest’estate caldissima la tematica della pressione bassa è più “scottante” che mai.

In genere, quando si parla di pressione arteriosa, si ha la tendenza a pensare alla pressione alta, che viene denominata “il killer silenzioso” (in molti casi è insidiosa, asintomatica e può portare a infarti del miocardio e ictus). Ma anche la pressione bassa può creare qualche problema e quindi merita altrettanta attenzione. 

Quando si parla di ipotensione

La pressione arteriosa è un fenomeno regolatorio dinamico ed estremamente complesso; come tale, è soggetta a oscillazioni. La pressione viene considerata bassa (ipotensione) se la pressione sistolica (la cosiddetta “massima”, quando il cuore si contrae e pompa) è inferiore a 90 e la diastolica (la cosiddetta “minima”, quando il cuore è in fase di rilassamento tra un battito e l’altro) a 60. Valori ben al di sotto potrebbero richiedere attenzione clinica.

I sintomi più comuni

Le manifestazioni cliniche dell’ipotensione sono:

  • giramenti di testa, specialmente se ci si alza bruscamente in piedi da sdraiati o seduti (la cosiddetta ipotensione ortostatica)
  • stordimento,
  • stanchezza,
  • debolezza,
  • spossatezza,
  • visione offuscata,
  • nausea.

L’entità dei sintomi è direttamente collegata al grado di riduzione della pressione. Se l’ipotensione è significativa e grave compaiono anche cute pallida, fredda e sudaticcia. In casi più gravi ancora: confusione, difficoltà a concentrarsi, svenimento, respiro rapido e superficiale e polso debole e rapido (dovuto a una tachicardia). In circostanze cliniche molto gravi, l’ipotensione può causare shock e danno agli organi per via del ridotto afflusso sanguigno.

L’ipotensione è spesso secondaria ad alcune condizioni di salute o farmaci, ma non nel suo caso, in cui non sono presenti patologie di alcun tipo. Un caldo eccessivo può giocare brutti scherzi sulla pressione arteriosa sanguigna, indipendentemente dall’assunzione di farmaci.

Il caldo può essere una causa

Molte revisioni scientifiche recenti descrivono il caldo come uno dei fattori ambientali più importanti per favorire l’ipotensione. In condizioni di caldo, i vasi sanguigni si dilatano per disperdere calore. La sudorazione, specialmente se il caldo è eccessivo, riduce il volume di sangue circolante e si rischia la perdita di sodio, che a sua volta può peggiorare un’ipotensione. L’organismo tenta di compensare, ma con il protrarsi del caldo i meccanismi di adattamento vengono meno.

Alcuni esami utili

A questo punto, è opportuno valutare alcune strategie di gestione.

Nelle persone che manifestano ipotensione per la prima volta, è opportuno indagare se vi sia una causa sottostante procedendo con alcuni esami del sangue (prescritti dal medico di famiglia).

  • Sodio, cloruro e potassio: i livelli potrebbero essere bassi dovuti ad una sudorazione eccessiva ed un basso livello di sodio a sua volta è causa di ipotensione.
  • Emocromo: anemie significative da carenza di ferro (in donne con ciclo abbondante, raramente in soggetti con un’alimentazione vegana oppure dovuta a patologie non diagnosticate) potrebbero imitare i sintomi dell’ipotensione, specialmente se il caldo è eccessivo.
  • Se vi sono altri sintomi, il medico potrebbe prescrivere anche il dosaggio degli ormoni tiroidei e del cortisolo.

Qualche consiglio pratico

Passiamo ora ai consigli pratici, tenendo presente che questi consigli sono di carattere generale e non sostituiscono il parere di un medico in casi di patologie o altri sintomi clinici.

Una corretta idratazione

Un’idratazione adeguata è fondamentale. Per mantenere un’idratazione di base, è consigliabile bere 2,5 – 3,7 litri di acqua al giorno, sorseggiando regolarmente durante l’arco della giornata. Nel caso di un calo acuto della pressione, si può bere mezzo litro di acqua in poco tempo.

Integrare all’acqua un lieve apporto di sale e una spremuta di limone per mantenere l’equilibrio elettrolitico, insieme a una bustina di magnesio e potassio. 

Bisognerebbe evitare di bere acqua o altri liquidi molto freddi. In soggetti predisposti, lo sbalzo termico potrebbe indurre un episodio vasovagale: si tratta di una reazione del sistema nervoso centrale, dovuta alla stimolazione del nervo vago in soggetti predisposti, nota come “congestione” nel linguaggio comune. Può comportare vertigini, nausea, bradicardia (rallentamento del battito cardiaco), sudorazione, pressione bassa e addirittura svenimenti in alcuni casi.

Attenzione nei movimenti

Per prevenire l’ipotensione ortostatica, alzarsi sempre lentamente e gradualmente. Evitare sforzi eccessivi durante l’attività fisica; bere prima un bicchiere d’acqua con un pizzico di sale. Esercizi di rinforzo per gli altri inferiori migliorano il ritorno venoso al cuore e potrebbero essere utili per prevenire l’ipotensione ortostatica.

Calze elastiche per gli anziani

Specialmente negli anziani, si potrebbe valutare l’uso di calze elastiche compressive, sempre per migliorare il ritorno venoso al cuore, se tollerate dalla persona.

Un po’ di caffeina non guasta

È un’opinione diffusa a livello divulgativo che la caffeina contenuta nel caffè possa attenuare i sintomi dell’ipotensione. Alcuni studi riportano che bere un caffè prima dell’esercizio fisico intenso sia utile nell’ipotensione dovuta alla dilatazione dei vasi sanguigni durante lo sport. La caffeina stimola il rilascio di catecolamine (ormoni dello stress che aumentano la pressione sanguigna) bloccando i recettori dell’adenosina (l’azione vasodilatatoria provoca un blocco dei recettori e favorisce pertanto una vasocostrizione e un aumento della pressione). La caffeina non può essere annoverata tra i trattamenti standard per l’ipotensione ma, a mio avviso, un consumo moderato (2-4 tazzine al giorno) potrebbe essere d’aiuto in casi di pressione bassa.

La liquirizia può essere d’aiuto

Di recente vi sono state due revisioni sistemiche importanti sulla liquirizia e il suo effetto sulla pressione arteriosa. Evidenziano che 100 mg di glicirrizina, una sostanza contenuta nella liquirizia, aumenta sia la pressione sistolica sia quella diastolica. È importante tenere presente che aumenta però la ritenzione idrica, la ritenzione di sodio e la perdita di potassio, quindi meglio non esagerare; si trova anche nelle erboristerie ma è importante farsi consigliare dal proprio medico curante.

Ci sono anche i tonici naturali

Nelle tradizioni popolari, il rosmarino, lo zenzero ed il ginseng potrebbero esercitare un lievissimo effetto tonico sulla pressione arteriosa. Usati in dosi moderate esercitano comunque effetti benefici sull’organismo.

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