Garattini: “Dormire bene fa invecchiare meglio”
Invecchiamento, sonno, attività fisica e alimentazione: il professor Silvio Garattini spiega perché dormire bene è uno dei pilastri fondamentali per un invecchiamento sano. Dalle cause dell’insonnia ai legami con memoria e declino cognitivo, per una longevità più sana
Invecchiamento e qualità del sonno sono molto più legati di quanto immaginiamo. Dormire male non significa soltanto sentirsi stanchi il giorno dopo: può influire nel tempo su memoria, salute cardiovascolare, equilibrio emotivo e autonomia nella terza età. Nell’intervista completa pubblicata su Viversani & belli, il celebre farmacologo affronta uno dei temi più discussi degli ultimi anni: il ruolo del riposo notturno nella longevità. Perché con l’età il sonno cambia? Quali errori quotidiani peggiorano l’insonnia? E davvero dormire poco può accelerare il declino cognitivo?
Sonno e cervello sono strettamente collegati
Durante la notte il nostro organismo attiva processi fondamentali di “pulizia” e rigenerazione, indispensabili per proteggere memoria, concentrazione e capacità cognitive. Un meccanismo che oggi gli studi scientifici stanno collegando anche al rischio di malattie neurodegenerative. Tra i passaggi più interessanti dell’intervista c’è quello dedicato al rapporto tra riposo e Alzheimer. Alla domanda “Che legame c’è fra sonno e Alzheimer?”, Garattini risponde:
“Dormire bene favorisce l’eliminazione delle proteine tossiche accumulate nel cervello, proteggendo memoria e funzioni cognitive. Sembra che la veglia prolungata e la deprivazione di sonno promuovano la produzione di beta-amiloide, mentre il sonno ne favorirebbe la rimozione.”
Longevità non significa però soltanto dormire di più
Nell’intervista il professore insiste sull’importanza di un approccio complessivo allo stile di vita: attività fisica quotidiana, alimentazione equilibrata, prevenzione sanitaria e gestione dello stress lavorano insieme per favorire un invecchiamento più sano. Molto interessante anche il focus sui comportamenti che spesso sabotano il riposo senza che ce ne accorgiamo: smartphone utilizzato fino a tardi, caffeina serale, sonnellini troppo lunghi e ritmi irregolari. Piccole abitudini che, corrette nel tempo, possono migliorare significativamente la qualità della vita.
Prevenzione e consapevolezza
Non è mai troppo tardi per cambiare stile di vita e proteggere la salute del cervello e del corpo. Ansia, stress e cambiamenti emotivi possono alterare il sonno, ma allo stesso tempo dormire male peggiora umore, concentrazione e resilienza psicologica, creando un circolo vizioso che incide profondamente sul benessere quotidiano. Per questo Garattini sottolinea l’importanza di intervenire precocemente, evitando di sottovalutare i primi sintomi dell’insonnia.

Un aiuto concreto
Nell’intervista si parla inoltre delle strategie oggi considerate più efficaci per trattare i disturbi del sonno, a partire dalla terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I), indicata dalla comunità scientifica come approccio di prima scelta. Un percorso che aiuta a correggere comportamenti errati e convinzioni negative legate al dormire, ristabilendo nel tempo un rapporto più naturale con il riposo. perchè dormire bene è anche il miglior modo per inziare la giornata con il sorriso
Invecchiamento e buon riposo
Grande attenzione anche alle regole pratiche della cosiddetta igiene del sonno: mantenere orari regolari, evitare smartphone e dispositivi elettronici prima di coricarsi, limitare caffeina e alcol nelle ore serali, svolgere attività fisica durante il giorno e creare routine rilassanti prima di andare a letto. Piccoli accorgimenti che, se adottati con continuità, possono fare una grande differenza soprattutto con l’avanzare dell’età.
Infine, Garattini torna sul concetto di invecchiamento sano, spiegando che il sonno rappresenta soltanto uno dei pilastri della longevità. Alimentazione equilibrata, movimento quotidiano, prevenzione sanitaria attraverso screening e vaccinazioni, gestione dello stress e stimolazione mentale fanno parte di una stessa strategia di benessere. Un approccio globale che può aiutare non solo a vivere più a lungo, ma soprattutto a mantenere autonomia, lucidità e qualità della vita nel tempo.
Per leggere l’intervista completa e trovare tanti altri consigli su come migliorare il tuo riposo e invecchiare bene leggi l’articolo su Viversani&belli.
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