Domande & Risposte

Cure per la tiroide: possono causare ansia e stanchezza?

A cura di

Tecla Mastronuzzi

Medicina generale

Medico di medicina generale a Bari, responsabile Macroarea Promozione della Salute e Prevenzione della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)

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collo di donna con la ghiandola tiroide in evidenza

Domanda

Sono una donna di 46 anni, operata di tiroidectomia totale nel 2021. Da allora seguo una terapia ormonale sostitutiva con un farmaco a base di levotiroxina sodica. Da un anno ho problemi con il dosaggio, in quanto le analisi oscillano o verso l'ipotiroidismo o verso l'ipertiroidismo. Sono seguita da un endocrinologo, ma da quando ho questi “sali e scendi” negli esami è aumentata l'ansia e la stanchezza fisica. Vorrei sapere: è solo un problema psicologico o il Tsh in cerca di equilibrio contribuisce a farmi sentire agitata e fisicamente stanca? 

Annalisa F.

Gentile Annalisa, quello che descrive è una situazione piuttosto frequente nelle persone che hanno subito una tiroidectomia totale. Dopo l’intervento non avviene più la produzione di ormoni tiroidei e questi devono essere sostituiti con la terapia. L’obiettivo è mantenere un equilibrio il più possibile stabile, ma non sempre è facile trovare il dosaggio ideale e, in alcuni periodi della vita, può essere necessario modificarlo.

Non è un problema psicologico

La risposta alla sua domanda è che non è solo un problema psicologico. Quando i valori degli ormoni tiroidei oscillano e il Tsh si sposta verso l’ipotiroidismo o verso l’ipertiroidismo, anche i sintomi possono cambiare.

Se la terapia è insufficiente e prevale una condizione di ipotiroidismo, sono frequenti stanchezza, sonnolenza, rallentamento, difficoltà di concentrazione e una sensazione di scarsa energia. Al contrario, se la terapia è eccessiva e ci si avvicina a una condizione di ipertiroidismo, possono comparire agitazione, ansia, irritabilità, palpitazioni, insonnia e una maggiore sensibilità allo stress.

Questo significa che i suoi disturbi potrebbero essere influenzati dalle oscillazioni della terapia sostitutiva. Allo stesso tempo dobbiamo considerare che vivere per mesi nell’incertezza, attendere i risultati degli esami e dover modificare ripetutamente il dosaggio può aumentare l’ansia e la preoccupazione. Spesso questi due aspetti si alimentano a vicenda, senza che uno escluda l’altro.

Non dipende solo dal Tsh

Vale la pena ricordare anche un altro aspetto. Il Tsh è un indicatore molto utile per regolare la terapia, ma non è l’unico elemento da considerare. Il medico tiene conto anche dei valori degli ormoni tiroidei, dei sintomi riferiti dal paziente, dell’età, del motivo per cui è stata eseguita la tiroidectomia e di eventuali altri farmaci o condizioni che possono interferire con l’assorbimento della levotiroxina.

Come prendere il farmaco

Anche il modo in cui si assume il farmaco può influire sulla stabilità della terapia. È importante prenderlo sempre a digiuno, con un bicchiere d’acqua, attendendo almeno 30-60 minuti prima di fare colazione. Integratori contenenti calcio o ferro, alcuni farmaci per lo stomaco e perfino variazioni importanti nelle abitudini alimentari possono ridurne l’assorbimento.

Noi possiamo offrirle informazioni generali, ma il suo endocrinologo e il suo medico di famiglia sono le figure più adatte per interpretare insieme gli esami e i sintomi e capire se sia necessario un ulteriore aggiustamento della terapia o se vi siano altri fattori che contribuiscono alla stanchezza e all’ansia. Nella maggior parte dei casi, una volta raggiunto il giusto equilibrio della terapia sostitutiva, anche il benessere generale tenderà a migliorare.

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I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.