Domande & Risposte
Ci separiamo, come lo diciamo ai ragazzi?
Domanda
Dopo 15 anni di matrimonio, mio marito ed io abbiamo deciso di separarci. È una separazione consensuale, ma non sappiamo come gestire la cosa con nostra figlia, che ha 12 anni. È una bimba molto sensibile e non sappiamo se sarebbe meglio darle la notizia con l’aiuto di un terapeuta oppure iniziare a farlo noi. E con quali parole? Come farle capire che non è colpa sua e che noi per lei ci saremo sempre?
Gentile lettrice, state di certo affrontando un momento delicato, ma il fatto che stiate procedendo sulla stessa strada per quanto riguarda l’attenzione verso vostra figlia è già una base molto solida.
Parole semplici e sincere
Se ve la sentite, la cosa migliore sarebbe che siate voi a parlare direttamente in modo semplice, sincero e unito di quello che avete deciso. Un eventuale supporto professionale può arrivare successivamente, se vedete che lei fatica ad elaborare. A 12 anni i ragazzi capiscono molto più di quanto noi adulti possiamo pensare, ma hanno ancora bisogno di sentirsi protetti emotivamente. Quindi il punto chiave diventa come comunicare, ancora prima di cosa deciderete di dire.
Siate rassicuranti
Provate a scegliere un momento tranquillo, dove entrambi avete del tempo a disposizione, cercando di usare parole semplici e chiare evitando giri lunghi e spiegazioni complesse, per esempio: “Dobbiamo dirti una cosa importante. Abbiamo deciso di separarci e non vivremo più insieme come coppia”. Accanto a questo messaggio chiaro, rassicuratela sul fatto che lei non c’entra nulla con la vostra decisione, in altre parole non è colpa sua, ditelo e ribaditelo più volte, le servirà a non sentirsi parte integrante del meccanismo che ha portato alla vostra separazione. E rassicuratela soprattutto sulla stabilità emotiva, voi continuerete a esserci sempre per lei, anche se abiterete in case diverse.
Via libera alle domande e alle emozioni
Siate pronti ad accogliere ogni tipo di emozione e a rispettarla, consolatela se piange, permettetele di esprime la rabbia se ci sarà, o prendete anche l’eventuale emozione distaccata, a volte ci vuole del tempo per esprimere quello che sentiamo. Probabilmente ci saranno delle domande anche nei giorni successivi, rispondete sempre in modo chiaro e diretto.
Quando chiedere un sostegno
Per quanto riguarda un eventuale sostegno psicologico, i segnali da tenere in considerazione sono legati fondamentalmente a dei comportamenti che cambiano nelle abitudini: il sonno, il mangiare, la scuola, le attività sportive. Se dopo qualche settimana si manifestano anche stati di ansia o eccessiva preoccupazione per determinati aspetti, oppure manifestazioni emotive ripetute, quali il pianto o la rabbia o il distacco, allora è il caso di contattare uno psicologo dell’infanzia e dell’adolescenza e proporle un incontro per poter parlare con una persona che può aiutarla in questa fase di passaggio.
Monitorate quindi in maniera discreta ma attenta la situazione di vostra figlia sia nei comportamenti che nelle emozioni, ma soprattutto mantenete tra voi genitori una coerenza e un rispetto che possa aiutarla a rassicurarsi sulla vostra presenza affettiva.
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