La salute della donna: a Bolzano nasce un centro dedicato solo al benessere femminile

di Redazione Viversani&belli

Non soltanto ginecologia, ma un posto in cui più competenze mediche e sanitarie possano dialogare intorno alla persona. È questa l’idea alla base di LAMEDICA, il nuovo Women’s Health Center

Un progetto che nasce da una considerazione semplice: la salute della donna non è uguale a tutte le età e non si esaurisce nella sfera ginecologica. Ciclo mestruale, sessualità, gravidanza e post-partum, menopausa, prevenzione, tumori, alimentazione, movimento e benessere psicologico sono aspetti che spesso si intrecciano e che richiedono competenze differenti e che non sempre si trovano in un unico centro.


Più specialisti tutti per lei

È proprio questa la particolarità di LAMEDICA: mettere intorno alla donna specialisti diversi, dalla ginecologia alla medicina generale, dalla dermatologia alla medicina dello sport, dalla fisioterapia alla nutrizione, dalla psicologia alla psico-oncologia, fino alla chirurgia plastica ed estetica e alla medicina complementare.
«Per noi è fondamentale che ci sia collaborazione tra tutti professionisti che operano nelle varie discipline, perché in questo modo le nostre pazienti sono accompagnate in tutto il loro percorso, sempre con la massima attenzione e con altrettanta discrezione» ha spiegato Dorotea Mader, co-fondatrice e Chief Executive Officer di LAMEDICA.


Dalla prima mestruazione alle domande sulla sessualità

Il percorso comincia idealmente molto prima dell’età adulta. Tra le proposte del centro c’è infatti First Love, pensato per accompagnare ragazze e giovani donne al primo incontro con il ginecologo e con le tematiche legate alla sessualità.
Mestruazioni, contraccezione, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, conoscenza del proprio corpo, consenso e relazioni sono argomenti sui quali spesso le ragazze cercano risposte lontano dagli adulti di riferimento. L’idea è quella di offrire invece uno spazio in cui poter fare domande senza imbarazzo e ricevere informazioni corrette e adeguate all’età.

Un centro per le diverse stagioni della vita

La stessa logica accompagna le donne negli anni successivi. Gravidanza e post-partum possono lasciare conseguenze che vengono talvolta considerate inevitabili: problemi del pavimento pelvico, dolore nei rapporti, difficoltà fisiche o disagio psicologico. E poi, quasi come una mannaia, arriva la perimenopausa, una fase nella quale possono cambiare sonno, umore, sessualità e composizione corporea e nella quale diventano ancora più importanti la prevenzione cardiovascolare e quella della salute ossea.
«La donna quasi si rassegna a dover fare i conti con tutta una serie di problematiche, ma è un errore che non vogliamo venga commesso. Vogliamo raccontare alle donne che non bisogna arrendersi mai perché si può continuare a stare bene. In questo momento storico si parla molto di longevità: è un concetto che piace, naturalmente, perché chi non desidera vivere a lungo? Quello che però a noi interessa di più, per le nostre pazienti, è offrire la possibilità di invecchiare “in salute”. Perché questo accada non servono soltanto cure e prevenzione, ma ci va anche tempo per noi stesse, calma, e riposo»,sottolinea Christine Brunner, co-fondatrice e Chief Medical Officer di LAMEDICA.
Il principio, spiegano le fondatrici, è evitare di considerare la donna soltanto sulla base dell’età o dei suoi cambiamenti ormonali, ma valutare la sua storia clinica, i sintomi e soprattutto quanto questi incidano concretamente sulla sua vita quotidiana.

Quando il dolore non deve diventare la normalità

Tra gli obiettivi dichiarati c’è anche quello di accorciare il percorso che porta al riconoscimento di alcuni disturbi ancora troppo spesso sottovalutati. L’endometriosi è forse l’esempio più evidente: può interessare circa una donna su dieci in età riproduttiva e, secondo l’OMS, possono trascorrere anni prima di arrivare a una diagnosi. Ma anche la vulvodinia, il dolore pelvico persistente e i disturbi della sessualità possono avere un impatto dirompente sul lavoro, sulle relazioni e sulla vita di tutti i giorni. Qui l’ascolto diventa quindi parte del percorso clinico. Non soltanto per raccogliere i sintomi, ma per capire che cosa una donna sta smettendo di fare, quali limitazioni sta accogliendo come se fossero normali e quali risposte sta cercando.

Anche dopo il tumore, la cura continua

Un altro ambito nel quale il modello interdisciplinare trova una particolare applicazione è quello della riabilitazione oncologica. Dopo un tumore, e in particolare dopo un tumore al seno, la fine delle terapie non significa necessariamente il ritorno alla vita di prima. Stanchezza persistente, limitazioni nei movimenti, cambiamenti ormonali, difficoltà nella sessualità e nella percezione del proprio corpo possono continuare a pesare anche quando la fase più difficile della malattia è terminata. Per questo il centro propone percorsi di survivorship, nei quali al follow-up oncologico si affiancano fisioterapia, esercizio terapeutico, nutrizione e supporto psico-oncologico.

Prevenire oggi per stare meglio domani

Da qui nasce anche il progetto di Female Longevity, dedicato alla prevenzione e al mantenimento nel tempo di forza, autonomia, funzionalità e qualità della vita. Non si tratta semplicemente di “invecchiare bene”, ma di arrivare alle diverse fasi della vita avendo costruito, per quanto possibile, le condizioni per conservare movimento, autonomia e benessere.


Un centro pensato anche per chi arriva da fuori

LAMEDICA guarda anche a chi non vive a Bolzano. Quando un percorso richiede più visite, trattamenti o un intervento programmato, è possibile concentrare le diverse fasi in un periodo definito, coordinando appuntamenti e, quando necessario, anche gli aspetti pratici del soggiorno.
Il centro, che si trova all’interno del WaltherPark, è facilmente raggiungibile in treno e in auto e punta quindi anche a intercettare pazienti provenienti da altre regioni italiane e dall’estero.
Un progetto ambizioso, dunque, che prova a mettere insieme medicina, prevenzione e riabilitazione partendo da un presupposto: la salute femminile non è una specialità, ma un percorso che cambia insieme alla donna.

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