Domande & Risposte
Il ciclo va e viene: sto per entrare in menopausa?
Domanda
Ho 52 anni e l’anno scorso credevo di essere in menopausa. Il ciclo infatti era scomparso per sei mesi, poi però le mestruazioni sono tornate. Da lì è iniziata una fastidiosa altalena con cicli spot, non prevedibili, che vanno avanti ancora adesso. Cosa significa? Sono nella fase “pre”? Si può prevedere quanto durerà?
Gentile Ludovica, la menopausa è una diagnosi che si può fare clinicamente a posteriori, solo dopo un anno dall’ultima mestruazione.
La differenza tra pre e peri-menopausa
Si definisce “pre-menopausa” un periodo che ha una durata di 5-7 anni e inizia circa a 40 anni. Il periodo che precede la menopausa si chiama invece “peri-menopausa” e dura circa 4 anni, terminando un anno dopo l’ultima mestruazione. La menopausa può essere precoce, quando si verifica prima dei 40 anni e tardiva quando avviene intorno ai 53-55 anni. Il tutto è dovuto alla riserva ovarica che si va riducendo fino a esaurire il suo patrimonio follicolare, mettendo fine alla produzione ormonale (estrogeni e progesterone). Si parla di post-menopausa dopo un anno dall’ultima mestruazione. Lei dunque si trova nella peri-menopausa.
La previsione della durata di questi cicli irregolari, considerando la sua età, non dovrebbe andare molto in là nel tempo (sei mesi-un anno). Non tutte le donne presentano questo andamento. Molte hanno un ultimo ciclo e poi più nulla. Però se le perdite ematiche compaiono dopo un anno dall’ultima mestruazione vanno indagate, per escludere possibili patologie.
Le cure per il ciclo ballerino
Nel periodo della peri-menopausa i cicli non solo sono irregolari ma spesso sono anche anovulatori (cioè senza ovulazione): inoltre si accompagnano a sintomi menopausali, a disturbi della sessualità e ad alterazioni del metabolismo. I cicli irregolarisono determinati da un periodo di iperestrogenismo (livelli eccessivi di estrogeni) non compensato da un’adeguata produzione di progesterone. Una terapia con progesterone naturale per periodi di 14 giorni al mese consente di controllare il ritmo del ciclo e la iperstimolazione dell’endometrio: la cura può essere seguita fino a quando la donna non vedrà più perdite ematiche, segnale che l’ovaio non produce più estrogeni.
Con un prelievo di sangue che prevede il dosaggio dell’FSH (ormone follicolo stimolante) si può verificare se si è in menopausa. I valori devono essere elevati: 30-40 mUI/ml.
I cicli, come ho specificato, oltre che irregolari sono spesso anovulatori ma non sempre, per cui in alcuni casi può verificarsi una gravidanza. In questo caso si può optare per una terapia estro-progestinica (pillola) che abbia come estrogeno l’estradiolo. Questa terapia può essere continuata per 3-4 anni. Per passare poi alla terapia della menopausa non è necessario fare pause.
4 tipologie di donne
Tra i sintomi più impattanti della peri-menopausa, oltre alla irregolarità mestruale, ci sono le vampate di calore.Le vampate di calore non sono solo un sintomo, ma rappresentano un indicatore, un biomarker dello stato di salute cardiovascolare. Lo studio SWAN (Study of women’s health across the nation) ha analizzato l’andamento delle vampate di calore nella peri-menopausa individuando quattro tipologie di donne. Un primo gruppo ha poche vampate di calore e non si rivolge allo specialista, un secondo gruppo ha vampate di calore nell’anno in cui compare l’ultima mestruazione e nell’arco di circa 4 anni esauriscono la sintomatologia, un terzo gruppo inizia ad avere vampate di calore molto precocemente ma poi si adatta, infine un quarto gruppo di donne (il 25% circa) ha un esordio precoce delle vampate di calore e continua ad averle nel tempo, oltre i 7-8 anni. Queste donne sono state definite super-flusher.Il tutto è dovuto al calo degli estrogeni che destabilizza il centro di termoregolazione dell’ipotalamo (struttura del sistema nervoso centrale, situata nel cervello).
I rimedi per le vampate
Varie opzioni di trattamento sono a disposizione del ginecologo: vanno dalla terapia ormonale sostitutiva a terapie non ormonali, come alcuni antidepressivi (paroxetina, venlafaxina), i fitoestrogeni (isoflavoni della soia, trifoglio rosso) e il nuovo principio attivo il fezolinetant, che ripristina l’equilibrio della temperatura. Controllare le vampate di calore è necessario e utile perché si presentano soprattutto di notte interrompendo continuamente il sonno e lasciando la donna in un bagno di sudore. Inoltre di giorno non permettono una vita di relazioni familiari e sociali. Studi recenti hanno stabilito una relazione fra le vampate di calore e le modifiche strutturali a livello cerebrale rilevando alterazioni nel turnover di alcune proteine legate all’insorgenza di Alzheimer. Le vampate severe sono inoltre responsabili di una minore elasticità dei vasi sanguigni, di un aumento del colesterolo Ldl (“cattivo”), una minore tolleranza al glucosio con il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. La sfida del ginecologo è individuare strategie terapeutiche personalizzate per utilizzare la transizione menopausale (la peri-menopausa) per fare prevenzione per le malattie cardio-metaboliche (ipertensione, diabete e dislipidemia).
Dieta, sport e controlli regolari
È importante in questa fase apportare modifiche nello stile di vita, per evitare la sindrome metabolica. È necessaria una dieta equilibrata, concordata con un nutrizionista, e un’attività fisica costante, per mantenere il peso ideale.Inoltre, per tenere sotto controllo lo stato di salute delle ossa, è fondamentale eseguire la densitometria minerale ossea, da fare inizialmente nell’arco dell’anno dopo l’ultima mestruazione. Nella peri-menopausa e nella menopausa è quindi essenziale farsi accompagnare da uno specialista, che renda questo passaggio più accettabile nella prospettiva di trascorrere gli anni futuri in salute.
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