Domande & Risposte
Siamo distanti, è troppo tardi per ritrovarci?
Domanda
Sono una donna di 57 anni, felicemente sposata da 30. Con mio marito ho sempre avuto un ottimo rapporto: di stima, fiducia e rispetto profondo. Siamo sempre stati allineati sulle nostre scelte, soprattutto nell’educazione dei nostri figli che – nel corso del tempo – ci hanno dato parecchi problemi. Ora che potremmo essere meno stressati e goderci di più la vita di coppia, però, mi sembra che siamo più lontani, come se le fatiche precedenti avessero esaurito ogni nostra energia. Ci amiamo ancora molto, ma come coppia ci siamo “annullati”, sempre concentrati sui problemi al di fuori di noi. È troppo tardi per ritrovarci o c’è ancora speranza?
Cara Florinda, non credo affatto che sia troppo tardi. Anzi, c’è un elemento della sua lettera che considero molto importante: lei dice “ci amiamo ancora molto”. E questo è un punto di partenza tutt’altro che secondario.
Non è la fine dell’amore
Quello che racconta sembra avere più a che fare con un progressivo smarrimento della coppia dentro la vita familiare che con la fine dell’amore. Per trent’anni siete stati compagni affidabili: avete affrontato insieme le difficoltà, preso decisioni, cresciuto i figli e probabilmente imparato a essere una squadra straordinariamente efficace. Ma una coppia non vive soltanto di collaborazione: ciascun partner ha bisogno anche di sentirsi scelto, visto, importante e emotivamente raggiunto dall’altro.
Quando per molti anni ci sono problemi da risolvere, è facile sviluppare una modalità di funzionamento molto efficiente: “Cosa dobbiamo fare?”, “Come affrontiamo questo problema?”, “Come aiutiamo i figli?”. Ci si prende cura l’uno dell’altra soprattutto attraverso il fare. E quasi senza accorgersene si smette di chiedersi: “Come stai tu? Come stiamo noi? Mi senti ancora vicino?”
Il paradosso è che proprio quando le emergenze diminuiscono può diventare più evidente la distanza accumulata negli anni. Viene meno ciò che per tanto tempo ha occupato gran parte delle vostre energie e può emergere una domanda nuova: chi siamo noi due, adesso?
Ritrovare una strada emotiva
Per questo non cercherei immediatamente di “trovare qualcosa da fare insieme”. Prima cercherei di ritrovare una strada emotiva. Dietro un “siamo diventati più lontani” potrebbe esserci una domanda molto più vulnerabile: “Ti importa ancora di me come donna, come compagna, al di là di tutto quello che abbiamo dovuto affrontare?” E dietro il silenzio di suo marito potrebbe esserci non necessariamente disinteresse, ma magari stanchezza, paura o semplicemente la difficoltà di capire come riavvicinarsi dopo tanti anni.
Nella terapia focalizzata sulle emozioni (EFT) lavoriamo proprio su questo: non tanto per stabilire chi ha ragione o per trovare nuovi hobby per la coppia, quanto per riconoscere il ciclo di distanza nel quale ci si è ritrovati e imparare nuovamente a raggiungersi sul piano emotivo.
Costruire una coppia nuova
C’è poi un’altra cosa che trovo preziosa nella sua lettera. Lei non dice: “Non amo più mio marito”. Dice: “Come coppia ci siamo annullati”. Questa frase contiene già una possibile direzione. Non dovete necessariamente ricostruire la coppia che eravate trent’anni fa. Potete costruirne una nuova, più adatta alle persone che siete diventati oggi, lasciando andare anche alcune aspettative su come una coppia “dovrebbe” essere.
A 57 anni non siete arrivati alla fine della vostra storia di coppia: potreste essere semplicemente arrivati a un passaggio evolutivo. I figli occupano meno spazio, le responsabilità cambiano e la domanda diventa: “Ora che non dobbiamo più soltanto funzionare, chi siamo noi due?”
È una domanda che può fare paura, ma può anche aprire una fase molto bella della relazione. Provate, poco alla volta, a tornare a cercare scambi emotivi, non soltanto attività da condividere: raccontarvi come state, dirvi ciò di cui avete bisogno, parlare anche delle paure e delle aspettative che accompagnano questa nuova fase della vita.
Un terapeuta può essere d’aiuto
E se da soli non riuscite a trovare la strada, chiedere aiuto a un terapeuta di coppia non significa che il matrimonio sia in crisi irreversibile. Può significare, al contrario, che date abbastanza valore al vostro legame da volerlo ritrovare.
Forse, allora, la domanda da cui ripartire non è: “Come facciamo a tornare quelli di prima?”, ma una domanda diversa: “Come possiamo tornare a esserci davvero l’uno per l’altra, oggi?”.
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