Semaglutide, approvata la prima pillola GLP-1 per dimagrire
Una nuova tappa nella lotta all’obesità. La Commissione Europea ha dato l’ok a semaglutide in compresse. Addio punturine?
Ha appena avuto il via libera la semaglutide in compresse, cioè il primo farmaco della classe degli agonisti del recettore GLP-1 autorizzato in Europa in formulazione orale per la gestione del peso. Una novità destinata a ambiare l’approccio terapeutico per milioni di persone con obesità o sovrappeso, offrendo un’alternativa alle terapie iniettabili già disponibili.
Una molecola ormai famosa
La semaglutide è un principio attivo appartenente alla classe degli agonisti del recettore GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1), farmaci che imitano l’azione di un ormone naturale prodotto dall’intestino dopo i pasti. La semaglutide agisce su diversi meccanismi coinvolti nella regolazione dell’appetito e del metabolismo. In particolare:
- aumenta il senso di sazietà;
- riduce la fame e il desiderio continuo di cibo (food noise);
- rallenta lo svuotamento dello stomaco;
- contribuisce a migliorare il controllo della glicemia.
Semaglutide in pillola: qual è la novità?
La vera innovazione riguarda la formulazione. Fino a oggi la semaglutide per dimagrire era disponibile principalmente attraverso iniezioni sottocutanee. L’approvazione europea introduce invece una compressa da assumere una volta al giorno, il primo trattamento orale GLP-1 autorizzato nell’Unione Europea per la gestione del peso. Questa nuova formulazione potrebbe facilitare l’aderenza alla terapia da parte di molte persone che preferiscono evitare le iniezioni o hanno difficoltà a seguire un trattamento sottocutaneo.
A chi sarà utile la nuova pillola
La nuova formulazione di semaglutide è indicata negli adulti con:
- obesità, cioè con un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30 kg/m²;
- sovrappeso (BMI pari o superiore a 27 kg/m²) associato ad almeno una patologia correlata al peso, come diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemia o apnea ostruttiva del sonno.
Come per tutte le terapie contro l’obesità, la prescrizione deve essere effettuata dal medico e il trattamento va accompagnato da un’alimentazione equilibrata e da una regolare attività fisica.
L’ok arriva dopo uno studio scientifico
L’approvazione europea si basa sui risultati dello studio internazionale OASIS 4, che ha valutato l’efficacia della semaglutide in compresse nelle persone con obesità o sovrappeso con almeno una comorbidità. Dopo 64 settimane di trattamento, i partecipanti che hanno assunto semaglutide insieme a dieta ipocalorica e attività fisica hanno registrato una perdita media del 17% del peso corporeo, contro il 2,7% ottenuto con il placebo.
Lo studio evidenzia inoltre che circa una persona su tre ha risposto particolarmente bene alla terapia, raggiungendo una perdita media del 22% del peso.
Il profilo di sicurezza della semaglutide è risultato coerente con quello già noto per i farmaci GLP-1: gli effetti indesiderati più frequenti sono gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea, soprattutto nelle prime settimane di trattamento.

Riduce anche il rischio cardiovascolare
Oltre all’efficacia sulla perdita di peso, la semaglutide ha mostrato benefici anche sul piano cardiovascolare. L’autorizzazione europea include infatti i risultati dello studio SELECT, secondo cui il farmaco riduce del 20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, come infarto, ictus e morte cardiovascolare, nei pazienti con sovrappeso o obesità. Un dato particolarmente significativo, considerando che l’obesità rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
L’opinione degli esperti
Per gli specialisti, l’arrivo della semaglutide in pillola amplia le possibilità terapeutiche nella gestione dell’obesità, una patologia cronica in costante crescita. «Questo trattamento risponde a un bisogno concreto: molte persone sono motivate a perdere peso, ma finora erano in attesa di una terapia più adatta alle loro esigenze e al loro stile di vita», commenta Paolo Sbraccia, professore di Medicina Interna dell’Università di Roma Tor Vergata. Anche Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli, sottolinea che la formulazione orale ha dimostrato una buona gestibilità anche nei pazienti che assumono altri farmaci, come statine e contraccettivi orali, oltre a contribuire alla riduzione del cosiddetto food noise, il continuo pensiero rivolto al cibo che molte persone con obesità sperimentano quotidianamente.
La disponibilità di una formulazione orale potrebbe rendere questa terapia accessibile a un numero maggiore di pazienti, senza rinunciare all’efficacia dimostrata dagli agonisti del GLP-1. Resta però un punto fondamentale: la semaglutide non è una pillola magica per dimagrire, ma un farmaco da utilizzare all’interno di un percorso terapeutico gestito sempre da uno specialista.
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