Reni: perché in inverno serve più attenzione
Con l’arrivo del freddo si tende a stare di più in casa, a muoversi meno e a esporsi meno alla luce del sole. Per chi ha una malattia renale cronica, però, questa combinazione può diventare un problema in più
La riduzione dell’attività fisica e della luce solare può infatti contribuire alla fragilità delle ossa e aumentare il rischio di cadute e fratture. A essere coinvolti non sono soltanto lo scheletro, ma anche cuore e vasi sanguigni. Ecco perché, nei mesi invernali, è importante prestare particolare attenzione alla salute dei reni e al metabolismo di calcio, fosforo e vitamina D.
Quando i reni coinvolgono anche le ossa
I reni non si occupano soltanto di eliminare le sostanze di scarto: partecipano anche alla regolazione di importanti minerali e della vitamina D. Quando la loro funzione si riduce, questo delicato equilibrio può alterarsi. Può comparire così la CKD-MBD (Chronic Kidney Disease-Mineral and Bone Disorder), cioè il disturbo minerale e osseo associato alla malattia renale cronica.
La condizione può comparire già nelle fasi iniziali della malattia e diventa sempre più frequente con il peggioramento della funzione renale, fino a interessare quasi tutte le persone sottoposte a dialisi. L’alterazione del metabolismo minerale può rendere le ossa più fragili e aumentare il rischio di fratture. Ma non è tutto: gli stessi meccanismi possono favorire anche la formazione di calcificazioni nei vasi sanguigni, aumentando il rischio di complicanze cardiovascolari.
Attenzione a calcio, fosforo e vitamina D
Uno degli aspetti da non trascurare è il controllo dei principali parametri legati al metabolismo minerale. Quando i reni funzionano meno bene, possono aumentare i livelli di fosforo e di paratormone (PTH), mentre può diminuire la disponibilità di vitamina D. Il risultato è un’alterazione dell’equilibrio che coinvolge contemporaneamente reni, ossa e apparato cardiovascolare.
Per questo, soprattutto se è già presente una malattia renale, è importante seguire il programma di controlli stabilito dal nefrologo. Il monitoraggio di calcio, fosforo, vitamina D e PTH può essere indicato ogni sei mesi nelle fasi iniziali della malattia e più frequentemente, anche ogni tre mesi, nelle persone in dialisi.
Muoversi anche quando fa freddo
L’inverno non deve diventare sinonimo di immobilità. Quando possibile, mantenere una regolare attività fisica aiuta a contrastare la sedentarietà e a preservare forza e autonomia, riducendo anche il rischio di cadute. Naturalmente, tipo e intensità dell’esercizio devono essere adeguati alle proprie condizioni di salute e concordati con gli specialisti che seguono la malattia renale.
Anche l’alimentazione ha un ruolo importante. Non servono improvvisate diete “per i reni”: in presenza di una malattia renale cronica, le scelte alimentari devono essere personalizzate sulla base della funzione renale e dei valori degli esami. Per questo è fondamentale seguire le indicazioni del team che ha in cura la persona.

I controlli da non rimandare
Se hai una malattia renale cronica, non trascurare quindi i controlli prescritti e chiedi al nefrologo quali siano gli esami da effettuare e con quale frequenza. Tenere sotto controllo il metabolismo di calcio, fosforo, vitamina D e PTH permette di individuare precocemente eventuali alterazioni e di intervenire per ridurre il rischio di complicanze.
Prendersi cura dei reni significa, infatti, proteggere anche ossa, cuore e qualità di vita: un motivo in più per non lasciare che il freddo e le giornate più corte facciano diminuire attenzione e movimento.
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