Domande & Risposte

Perché di notte digrigno i denti?

A cura di

Massimiliano Rea

ODONTOIATRIA

Dottore in Odontoiatria e protesi dentale, direttore sanitario dell’Area odontoiatrica del Poliambulatorio ErreEsse di Ferrara

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ragazzo a letto con mal di testa

Domanda

Di notte digrigno i denti: me lo ha detto mia moglie, perché io non mi accorgo di nulla. L'unica cosa che ho notato è che quando mi sveglio ho sempre mal di testa. Può essere collegato? Quali soluzioni posso adottare?

Marcello, Macerata

Caro Marcello, il nome esatto del suo problema è bruxismo. Si tratta di un’attività involontaria dei muscoli della mandibola, che porta a serrare o digrignare i denti. Può manifestarsi durante il giorno, spesso in relazione a momenti di tensione, oppure durante il sonno. Non sempre rappresenta una malattia: diventa un problema quando provoca usura dei denti, dolore, fratture o disturbi dell’articolazione della mandibola.

Le cause del bruxismo

Il bruxismo non ha una sola causa: di solito è multifattoriale. Le principali includono:

  • cause psicologiche,
  • stress,
  • ansia,
  • rabbia repressa,
  • tensione emotiva,
  • disturbi del sonno.

Esistono anche cause fisiche e funzionali come malocclusione dentale (allineamento scorretto dei denti), problemi dell’articolazione temporo-mandibolare (Atm), postura scorretta di testa e collo.

Tra gli altri fattori significativi anche il consumo eccessivo di caffeina, alcol o nicotina, alcuni farmaci (come gli antidepressivi).

Il problema non nasce dai denti

La prima informazione importante da sapere è che il bruxismo notturno non nasce dai denti. Nasce nel cervello ed è legato al modo in cui il nostro corpo reagisce durante il sonno. Durante la notte il sonno non è sempre profondo e continuo: a volte il cervello si attiva per pochi secondi, senza che ce ne accorgiamo. In quei momenti aumentano il battito e la respirazione e si contraggono i muscoli, compresi quelli della mandibola. Solo alla fine i denti possono entrare in contatto. Ecco perché i denti non sono la causa del bruxismo, ma il punto in cui il fenomeno diventa visibile.

L’usura dei denti è spesso il primo segnale: denti più corti, superfici appiattite, sensibilità o piccole fratture possono indicare che, di notte, le forze sui denti sono elevate. Non sempre l’usura dipende solo dal bruxismo, ma quando è associata a dolori muscolari o stanchezza al risveglio merita attenzione.

Oggi sappiamo che il bruxismo è strettamente legato alla qualità del sonno. Può essere associato a stress, tensioni emotive o, in alcuni casi, a disturbi respiratori notturni. Il punto in comune è spesso un sonno poco stabile e non completamente ristoratore.

I segnali da non sottovalutare

I campanelli d’allarme più frequenti sono:

  • digrignamento notturno riferito dal partner,
  • dolore o rigidità della mandibola al risveglio,
  • mal di testa mattutino,
  • denti consumati o più sensibili,
  • frequenti rotture di otturazioni o protesi.
    Questi sintomi non sono esclusivi del bruxismo, perciò è importante una valutazione odontoiatrica. In alcuni casi il bruxismo si associa ad altri disturbi del sonno, come il russamento e le apnee ostruttive.

Come influisce sul sonno

Gli episodi di bruxismo si verificano spesso in corrispondenza di brevi micro-risvegli. Di per sé non causano necessariamente un sonno cattivo, ma quando sono frequenti o provocano dolore possono rendere il riposo meno ristoratore e lasciare una sensazione di stanchezza al mattino.

Bruxismo e insonnia sono però due condizioni diverse. Possono essere presenti nella stessa persona perché condividono alcuni fattori di rischio, come stress, ansia o altre alterazioni del sonno, ma le evidenze scientifiche non dimostrano che il bruxismo sia una causa diretta dell’insonnia. È quindi necessario valutare ogni paziente nel suo insieme.

Le soluzioni disponibili

La prevenzione parte da una buona igiene del sonno:

  • mantenere orari regolari,
  • limitare caffeina e alcol nelle ore serali,
  • imparare a gestire lo stress.
  • È utile anche evitare di tenere i denti serrati durante il giorno.
  • Quando necessario, l’odontoiatra può prescrivere un bite personalizzato, che protegge denti e articolazioni, pur non eliminando la causa del bruxismo.

È consigliabile una visita specialistica se compaiono dolore alla mandibola, cefalea al risveglio, denti che si consumano rapidamente o frequenti fratture di restauri. Se al bruxismo si associano russamento, pause respiratorie notturne o eccessiva sonnolenza diurna, è opportuno approfondire anche la qualità del sonno.

Il trattamento del bruxismo richiede spesso un approccio multidisciplinare. L’odontoiatra protegge denti e articolazioni e individua eventuali segni di altri disturbi. Lo specialista in medicina del sonno valuta la presenza di insonnia o apnee notturne, mentre lo psicologo può aiutare a gestire stress, ansia e comportamenti che favoriscono il serramento. Solo lavorando insieme è possibile affrontare il problema in modo completo e migliorare davvero la qualità del sonno e della vita.

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I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.