MOC: devi controllare la salute delle ossa?
Tra gli esami più utili per valutare la loro resistenza c’è la MOC, la Mineralometria ossea computerizzata: un esame semplice, indolore che permette di misurare in particolare la quantità di calcio presente
La MOC si esegue sdraiati su un lettino, mentre un’apparecchiatura passa sui distretti dello scheletro da analizzare. L’esame dura generalmente pochi minuti, non richiede una preparazione particolare e si può fare rimanendo vestiti. L’unica accortezza è togliere eventuali oggetti metallici, come cintura, gioielli o piercing. La tecnologia utilizzata è la Dexa, una tecnica che impiega una dose molto bassa di raggi X e consente di ottenere una misurazione precisa della massa ossea. Nella maggior parte dei casi vengono esaminate la colonna lombare e il collo del femore, due delle zone maggiormente interessate dalle fratture osteoporotiche.
Cosa dice davvero il risultato?
Il referto della MOC può sembrare difficile da interpretare, soprattutto quando compaiono sigle e numeri. Il parametro più conosciuto è il T-score, che confronta la densità delle proprie ossa con quella di un adulto giovane e sano. In base al valore ottenuto si può parlare di situazione normale, osteopenia o osteoporosi. Ma il T-score non è l’unico dato che compare nell’esame. La MOC può fornire anche informazioni sulla densità minerale ossea e sulla quantità complessiva di minerali presenti nel segmento osseo analizzato. Sono informazioni che il medico valuterà insieme all’età, alla storia clinica e agli eventuali fattori di rischio.
A chi può servire?
Non è un esame riservato esclusivamente a chi ha già problemi alle ossa. La MOC può essere particolarmente importante dopo la menopausa, quando i cambiamenti ormonali possono favorire una progressiva perdita di massa ossea, e negli uomini in età avanzata. Può inoltre essere indicata quando esistono altri fattori di rischio, per esempio una familiarità per osteoporosi, precedenti fratture dopo traumi lievi, alcune malattie o l’utilizzo prolungato di farmaci come il cortisone. Anche lo stile di vita può avere un peso: sedentarietà, alimentazione povera di calcio e vitamina D e alcune condizioni che interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti possono contribuire a indebolire lo scheletro.

Prevenire significa anche controllare
Individuare per tempo un impoverimento della massa ossea permette di intervenire prima che si verifichi una frattura. Per chi è già in trattamento per l’osteoporosi, invece, la MOC può essere utilizzata per monitorare nel tempo la risposta alle terapie. E se i raggi X preoccupano, c’è un dato rassicurante: la quantità di radiazioni utilizzata dalla Dexa è estremamente bassa. Esiste inoltre un’alternativa che utilizza gli ultrasuoni, la QUS, particolarmente interessante per alcune situazioni e per gli screening, anche se non offre la stessa precisione diagnostica della MOC.Capire quando questo esame è davvero indicato, come leggere i suoi parametri, quali sono i fattori che aumentano il rischio di osteoporosi e quando è necessario ripeterlo può aiutare a prendersi cura delle ossa prima che presentino il conto.
Per conoscere altri dettagli sulla MOC e su come preparati se devi effettuarla, leggi l’articolo completo: è disponibile in edicola su Viversani&belli.
© Riproduzione riservata.
I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.
