Mal di schiena? «A me ha aiutato l’ozonoterapia»

di Redazione Viversani&belli

Otto mesi di dolore, tante terapie provate. È la storia di Manuela, che dopo un blocco della schiena si è trovata a fare i conti con fitte, rigidità. Poi ha scoperto l’ozonoterapia…

Può bastare un movimento improvviso, un peso sollevato nel modo sbagliato o anche un gesto apparentemente banale per scatenare un forte dolore lombare. A Manuela è successo proprio così. Dopo alcuni fastidi che si presentavano soprattutto dopo l’attività fisica, un giorno il dolore è comparso all’improvviso e con grande intensità. Da quel momento anche stare seduta per molte ore al lavoro è diventato difficile. La rigidità e le fitte la costringevano a cambiare continuamente posizione e, nei periodi peggiori, il dolore le ha impedito perfino di andare in palestra e di svolgere normalmente le sue attività.

Otto mesi alla ricerca di una soluzione

Prima di arrivare all’ozonoterapia, Manuela ha provato diverse strade: fisioterapia, magnetoterapia, chiropratica e antidolorifici. Questi ultimi, utilizzati a lungo, le hanno provocato anche problemi allo stomaco. Una situazione che l’ha fatta sentire sempre più scoraggiata e preoccupata che il dolore potesse diventare cronico. La svolta è arrivata grazie al passaparola. Dopo averne sentito parlare da una persona che l’aveva sperimentata per un’ernia discale, ha deciso di provare, pur senza aspettarsi necessariamente un risultato risolutivo.

Che cos’è l’ozonoterapia?

Ma che cosa accade durante un trattamento di questo tipo? L’ozonoterapia, o ossigeno-ozono terapia, utilizza una miscela di ossigeno e ozono che può essere somministrata attraverso diverse modalità, a seconda del problema da affrontare. Nel caso del mal di schiena, una delle tecniche utilizzate prevede microiniezioni nella zona paravertebrale, in prossimità delle strutture coinvolte. L’obiettivo è intervenire localmente sui meccanismi legati all’infiammazione e al dolore. In particolare, il trattamento può essere preso in considerazione in alcune forme di lombalgia associate a protrusioni o ernie discali.

Il racconto di Manuela

Nel suo caso il percorso è durato dieci sedute, inizialmente due alla settimana e poi con una frequenza progressivamente ridotta. Manuela racconta di aver avvertito un primo sollievo già nelle fasi iniziali del trattamento e di essere tornata gradualmente alle sue attività.

Oggi va in palestra, cammina e riesce a stare seduta a lungo senza che la schiena rappresenti più un ostacolo. Un cambiamento che, dopo mesi di dolore, ha avuto conseguenze positive anche sull’umore e sulla qualità della vita.

Ma funziona sempre?

La testimonianza personale non può naturalmente essere trasformata in una garanzia di efficacia per chiunque abbia mal di schiena. Prima di ricorrere a qualsiasi trattamento è fondamentale capire quale sia la causa del dolore e valutare con un medico se l’ozonoterapia sia appropriata. Anche le modalità di somministrazione, il numero di sedute e gli eventuali rischi cambiano in base alla situazione. Esistono infatti trattamenti locali e procedure che agiscono invece a livello sistemico, come la Grande AutoEmoInfusione, che prevedono modalità e indicazioni differenti.

L’articolo completo è disponibile in edicola su Viversani&belli. Nell’articolo trovi anche il parere degli esperti, che spiegano quali sono i possibili impieghi dell’ozonoterapia, quando può essere presa in considerazione per il mal di schiena, come si svolgono le sedute e quali sono le principali controindicazioni da conoscere.

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