Domande & Risposte
Libri per ragazzi: a volte è giusto dire no?
Domanda
Ho un figlio di 14 anni che è sempre stato un assiduo lettore fin da piccolo. In questi ultimi anni ha letto tutte le più note saghe fantasy, suo genere preferito. Non ho però ritenuto opportuno che leggesse i volumi della saga "Il trono di spade". Mi chiedo se sia corretto da parte di un genitore, oggi, monitorare e limitare l'accesso a letture e film, o se invece possa essere addirittura controproducente. Grazie per la sua risposta.
Gentilissima Laura, la domanda che pone è estremamente interessante poiché ci permette una riflessione su due temi fondamentali nella relazione genitori-figli: stiamo parlando sia del ruolo educativo del genitore sia del rispetto delle tappe evolutive e personali dei propri figli. Chiaramente si tratta di due ambiti che si intrecciano costantemente sia nelle grandi tappe di vita, sia in quelle più piccole.
Accompagnarli nella crescita
Rispettare la propensione dei figli alla lettura è una cosa bellissima e, altrettanto meraviglioso, è conoscerne i gusti e assecondarli per quanto possibile, ma, riadattando un vecchio adagio popolare, “c’è un’età per ogni cosa e ogni cosa ha la sua età”. Uno dei compiti educativi dei genitori è, infatti, quello di accompagnare i figli nel loro percorso di crescita, costruendo confini protettivi intorno a loro, non per limitarli o inibirli, ma per aiutarli a incontrare le cose nel momento in cui ne hanno le competenze e gli strumenti e questo può riferirsi anche ad ambiti culturali quali libri o film, soprattutto se contengono argomenti non adatti all’età dei ragazzi (scene di violenza importanti, contenuti adulti espliciti, ecc.).
Con i film è più facile
Se con i film questo è parzialmente facilitato dal fatto che vi sia un’indicazione chiara dell’età minima consigliata per approcciarsi, è un po’ più difficile farlo con i libri che non sempre danno indicazioni sulle età di riferimento; il consiglio è quello di informarsi, per quanto possibile, magari chiedendo indicazioni ai librai stessi o consultare le schede editoriali proposte dalle case editrici.
Un’occasione di dialogo
La cosa importante, da giocare all’interno della relazione tra genitori e figli, non è creare un clima di proibizionismo, ma cogliere l’occasione di trasformare in dialogo la richiesta a cui si ritiene necessario dare una risposta negativa. Prendersi il tempo di spiegare perché il “no” arriva in riferimento a quello specifico libro e in quella specifica età del ragazzo o della ragazza, spiegando anche che potranno recuperare la “lettura in sospeso” quando sarà il momento giusto.
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