Invecchiamento: dalla maca al ginkgo, le piante che possono aiutarti a stare bene
Altro che pozione magica per l’invecchiamento. Se per fermare il tempo non abbiamo ancora trovato la ricetta, possiamo però provare a prenderlo un po’ in contropiede. La natura mette a disposizione diverse piante
Contro l’invecchiamento non fanno miracoli e non cancellano le rughe con un colpo di bacchetta. Ma alcune contengono sostanze antiossidanti e adattogene che possono aiutare l’organismo a fronteggiare meglio lo stress fisico e mentale e i processi legati all’invecchiamento. Il punto, però, è sapere quali scegliere, come utilizzarle e quando invece è meglio lasciarle perdere.
Se la stanchezza si fa sentire
Ci sono giornate in cui sembra che la batteria sia sempre al 20 per cento. Per sostenere energia e vitalità, tra le piante più conosciute ci sono maca e ginseng. La prima, originaria delle Ande e soprannominata proprio “ginseng delle Ande”, è tradizionalmente utilizzata nei periodi di affaticamento fisico e mentale. Il secondo è un grande classico della fitoterapia e deve la sua fama soprattutto ai ginsenosidi, sostanze alle quali sono attribuite proprietà toniche e adattogene. Ma attenzione: “naturale” non significa “per tutti”. Il ginseng, per esempio, non è indicato in caso di pressione alta e, se assunto in quantità eccessive, può provocare insonnia, nervosismo o tachicardia.
Una mano anche alla memoria
Con gli anni non è solo il corpo a chiedere qualche attenzione in più. Anche concentrazione e memoria possono diventare un piccolo cruccio quotidiano. Ecco allora bacopa e ginkgo biloba, due piante molto conosciute nella tradizione erboristica. La bacopa, utilizzata da millenni nella medicina ayurvedica, è stata soprannominata “pianta della memoria”. Il ginkgo, invece, è una vera e propria star della botanica: esiste da milioni di anni e le sue foglie sono utilizzate soprattutto per il sostegno della circolazione cerebrale e periferica. Anche qui, però, niente fai-da-te: il ginkgo, per esempio, richiede particolare attenzione se si assumono farmaci anticoagulanti.

Il tempo si vede anche sulla pelle
Specchio impietoso? Non necessariamente. Alcuni vegetali sono ricchi di sostanze antiossidanti che aiutano a contrastare i radicali liberi coinvolti nei processi di invecchiamento cellulare. Mirtillo, bacche di goji e papaya portano in tavola vitamine, polifenoli e carotenoidi. La centella asiatica, invece, è particolarmente conosciuta per il suo impiego nel benessere della pelle e del microcircolo. E poi c’è la curcuma, la spezia dorata diventata ormai una presenza abituale in molte cucine, grazie soprattutto alla curcumina.
Quando serve una marcia in più
Stress, giornate interminabili e recupero che si fa più lento? Tra le piante utilizzate per aiutare l’organismo a gestire meglio la fatica ci sono anche la rhodiola e il rosmarino. La prima è considerata una pianta adattogena e viene tradizionalmente impiegata per sostenere resistenza ed energia nei periodi più impegnativi. Il secondo, invece, è il classico insospettabile: quello che abbiamo sempre avuto in cucina e che nasconde anche interessanti proprietà antiossidanti e toniche.
Ma c’è un dettaglio da non trascurare: dosaggi, modalità di assunzione e controindicazioni cambiano da pianta a pianta. Tisana, estratto, capsule o alimento non sono necessariamente equivalenti e alcune sostanze possono interferire con i farmaci o non essere adatte in determinate condizioni. Quali sono allora i migliori alleati vegetali per accompagnare l’organismo mentre il tempo passa? E soprattutto, come usarli senza trasformare la fitoterapia in un gioco di improvvisazione?
L’articolo completo è disponibile in edicola su Viversani&belli. Nell’articolo trovi le piante da conoscere, i loro possibili benefici, le modalità di utilizzo e le precauzioni da tenere presenti.
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