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Dieta chetogenica, può essere pericolosa per la salute?

A cura di

Laura Mazzotta

NUTRIZIONE

Nutrizionista, medico estetico e specialista in Igiene e medicina preventiva, direttrice sanitaria del poliambulatorio AestheMedica di Ferrara

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scritta KETO fatta con gli alimenti della dieta

Domanda

Ho una decina di chili da perdere a la mia nutrizionista mi ha suggerito la dieta chetogenica. Ho letto molte cose su questo tipo di regime ipocalorico e temo che sia troppo duro per me e rischioso per la salute. Potrebbe darmi qualche chiarimento?

Carmela, Siracusa

La dieta chetogenica è uno dei regimi alimentari più discussi degli ultimi anni, soprattutto per la promessa di un dimagrimento rapido. Si tratta di un approccio nutrizionale caratterizzato da una drastica riduzione dei carboidrati, generalmente al di sotto dei 50 grammi al giorno, con un maggiore utilizzo dei grassi e d elle proteine come fonte energetica. Questa condizione induce l’organismo a produrre corpi chetonici, utilizzati come carburante alternativo al glucosio. È importante, però, distinguere la dieta chetogenica tradizionale dai protocolli chetogenici a bassissimo contenuto calorico, utilizzati in ambito clinico per il trattamento dell’obesità.

Il vantaggio: si perde peso rapidamente

La dieta chetogenica può favorire una perdita di peso significativa, soprattutto nelle prime settimane. Inizialmente, però, una parte del calo ponderale è dovuta alla riduzione delle riserve di glicogeno e dell’acqua a esse associata. Successivamente, il dimagrimento dipende principalmente dal deficit calorico e dalla conseguente riduzione della massa grassa. La chetosi può inoltre contribuire a controllare l’appetito, facilitando l’adesione al programma alimentare. In persone selezionate, questo approccio può migliorare alcuni parametri metabolici, come glicemia e trigliceridi. Tuttavia, nel lungo periodo non ha dimostrato una superiorità costante rispetto ad altre diete equilibrate con un apporto calorico comparabile.

I rischi: stanchezza e stipsi

Eliminare quasi completamente i carboidrati non è privo di conseguenze. Nelle prime fasi possono comparire stanchezza, mal di testa, nausea, stitichezza e difficoltà di concentrazione, sintomi spesso definiti keto flu. Se non correttamente pianificata, la dieta può comportare carenze di fibre, vitamine e minerali. In alcune persone può inoltre determinare un aumento del colesterolo Ldl. Particolare cautela è necessaria in presenza di patologie renali, epatiche o metaboliche e durante l’assunzione di farmaci per il diabete. È generalmente sconsigliata durante gravidanza e allattamento, mentre alcune rare malattie del metabolismo rappresentano controindicazioni assolute.

Il problema del mantenimento

Uno degli aspetti più delicati riguarda la sostenibilità. Le restrizioni alimentari possono rendere difficile seguire questo regime a lungo, soprattutto nella vita sociale e familiare. Inoltre, il ritorno a un’alimentazione abituale, se non accompagnato da un percorso di rieducazione nutrizionale, può favorire il recupero del peso perduto. Per questo la dieta chetogenica dovrebbe essere considerata, quando indicata, uno strumento inserito in un programma terapeutico più ampio, non una soluzione definitiva.

La dieta chetogenica può rappresentare un’opportunità terapeutica, ma deve essere prescritta sulla base delle condizioni cliniche e degli obiettivi individuali. Prima di iniziare è fondamentale una valutazione medica che consideri composizione corporea, storia clinica, eventuali farmaci ed esami ematochimici. Il vero successo non consiste nel perdere molti chili in poche settimane, ma nel ridurre la massa grassa preservando quella muscolare e, soprattutto, nel mantenere i risultati senza compromettere la salute. Non esiste una dieta ideale per tutti: esiste il percorso nutrizionale più adatto a ciascuna persona.

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