Domande & Risposte

Depurarsi a tavola, come si fa il vero “detox”?

A cura di

Laura Mazzotta

NUTRIZIONE

Nutrizionista, medico estetico e specialista in Igiene e medicina preventiva, direttrice sanitaria del poliambulatorio AestheMedica di Ferrara

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verdura e succhi verdi detox

Domanda

Ho 52 anni e ho trascorso una bella estate al mare. Tra aperitivi, cene e grigliate ora mi sento appesantita e gonfia. Non riesco a fare molta attività fisica per via di un lavoro impegnativo e dei turni, che mi creano disordini alimentari durante la giornata. Posso chiederle come posso dare maggiore ordine alla mia alimentazione seguendo un programma detox che mi aiuti a rimettermi in riga e depurare l'organismo dagli eccessi estivi?

Lucia M.

Ottobre è diventato quasi sinonimo di “detox”. Dopo le vacanze, gli aperitivi, qualche cena in più, ritmi meno regolari e magari qualche chilo comparso sulla bilancia, si moltiplicano programmi che promettono di depurare l’organismo in pochi giorni: digiuni, giornate a base di soli succhi, tisane drenanti, integratori, diete liquide o regimi estremamente ipocalorici. Il primo punto da chiarire, però, è proprio il significato della parola “detox”. 

Non serve una dieta speciale

Il nostro organismo non ha bisogno di essere periodicamente “ripulito” attraverso una dieta speciale, perché possiede già sistemi fisiologici estremamente sofisticati deputati alla trasformazione e all’eliminazione delle sostanze di scarto. Fegato, reni, intestino, polmoni e, con funzioni differenti, anche la pelle partecipano continuamente a questi processi. Non esiste quindi un alimento, una bevanda o un integratore capace di sostituirsi a questi organi e di “lavare via le tossine” accumulate durante l’estate. Le prove scientifiche disponibili sui programmi commerciali di detox sono, infatti, limitate e non dimostrano in modo convincente la capacità di eliminare generiche “tossine” o di determinare un dimagrimento stabile. 

Questo non significa, però, che quello post vacanze non possa essere un ottimo momento per prenderci cura di noi. Al contrario: il rientro può diventare l’occasione per recuperare regolarità nell’alimentazione, nel sonno e nell’attività fisica. Il concetto corretto di detox dovrebbe quindi essere reinterpretato: non una terapia depurativa di pochi giorni, ma un ritorno graduale all’equilibrio. Se durante l’estate abbiamo consumato più alcolici, dolci, bevande zuccherate, alimenti molto salati o pasti fuori casa, ciò che serve non è compensare con una restrizione drastica, bensì ricostruire abitudini sostenibili. Una sana alimentazione, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, si fonda proprio su quattro principi: adeguatezza, equilibrio, moderazione e varietà. È da qui che dovrebbe partire il vero detox.

Il digiuno funziona davvero?

Uno degli errori più frequenti al rientro dalle vacanze è pensare di dover “compensare”: ho mangiato troppo, quindi adesso devo mangiare pochissimo. È una logica comprensibile, ma dal punto di vista nutrizionale rischia di trasformare settembre in una continua alternanza tra eccessi e restrizioni. 

Digiunare per molte ore senza una precisa indicazione, sostituire sistematicamente i pasti con centrifugati o seguire per diversi giorni diete fortemente ipocaloriche non significa necessariamente depurarsi. Una rapida diminuzione del peso nei primi giorni di una dieta molto restrittiva può dipendere anche dalla riduzione delle calorie introdotte e dalle variazioni dei liquidi corporei e delle riserve di glicogeno: non deve quindi essere automaticamente interpretata come perdita significativa di massa grassa. 

Inoltre, programmi detox molto restrittivi possono non fornire quantità adeguate di nutrienti e, in alcune condizioni, provocare debolezza, mal di testa, disidratazione o alterazioni dell’equilibrio elettrolitico. Anche il digiuno intermittente merita una distinzione: è oggetto di ricerca come possibile strategia nutrizionale e non coincide necessariamente con le cosiddette “diete detox”, ma non è una soluzione universale né una pratica da intraprendere pensando che faccia espellere tossine. La scelta deve essere valutata sulla persona, soprattutto in presenza di patologie o terapie farmacologiche. 

C’è succo e succo

Attenzione anche alla convinzione che un succo “verde” sia automaticamente più salutare della frutta e della verdura consumate intere. L’Oms ricorda che anche i succhi di frutta, compresi quelli senza zuccheri aggiunti, possono apportare quantità significative di zuccheri liberi, mentre consumare vegetali e frutta nella loro forma integra permette di mantenere la componente fibrosa. 

Non basta dire “naturale”

Infine, naturale non significa necessariamente innocuo: lassativi, prodotti drenanti, preparati erboristici e integratori utilizzati senza necessità non trasformano una dieta squilibrata in una dieta salutare. Il vero obiettivo non dovrebbe quindi essere trovare il detox più efficace, ma eliminare progressivamente gli eccessi che rendono meno equilibrata la nostra alimentazione quotidiana.

Ritornare alla normalità

Se vogliamo utilizzare la parola detox, possiamo darle un significato molto più concreto: questo potrebbe essere il periodo in cui “disintossicarsi” dalle cattive abitudini, non dagli alimenti. Il primo passo è riportare ordine nei pasti, evitando sia di saltarli per compensazione sia di vivere in una continua successione di snack. La composizione dell’alimentazione deve naturalmente essere personalizzata, ma la base può tornare a essere semplice: verdure, frutta, legumi, cereali preferibilmente integrali, pesce, uova e altre fonti proteiche adeguate alle esigenze individuali, frutta a guscio e olio extravergine di oliva come principale grasso da condimento nel contesto della nostra tradizione mediterranea. 

L’Oms raccomanda, per adulti e ragazzi sopra i dieci anni, almeno 400 grammi complessivi di frutta e verdura al giorno e almeno 25 grammi di fibre naturalmente presenti negli alimenti. Parallelamente può essere utile ridurre ciò che durante le vacanze tende spesso ad aumentare: bevande zuccherate, dolci, snack, prodotti molto salati, alimenti altamente processati e alcolici. Per gli zuccheri liberi, l’Oms indica un’assunzione inferiore al 10% dell’energia giornaliera, suggerendo che una riduzione sotto il 5% possa offrire ulteriori benefici. 

Anche l’idratazione è importante, ma senza trasformarla nell’ennesima gara detox: bere quantità esagerate di acqua non “lava” più velocemente l’organismo e, in casi estremi, può persino alterare l’equilibrio degli elettroliti. L’acqua deve semplicemente tornare a essere la bevanda principale, modulandone l’assunzione sulla persona, sulla temperatura, sull’attività fisica e sulle eventuali condizioni cliniche. 

Infine, non dimentichiamo movimento e sonno. Riprendere gradualmente l’attività fisica, camminare ogni giorno, ridurre la sedentarietà e ristabilire orari di sonno più regolari aiuta a ricostruire quella routine che durante le ferie può essersi modificata. Non occorre fare tutto da subito: la strategia migliore è quella che possiamo continuare anche nei mesi successivi.

Farsi la domanda giusta

In conclusione, il consiglio che darei come nutrizionista è quindi di non chiedersi: “Come posso depurarmi velocemente?”, ma piuttosto: “Quali abitudini posso migliorare e mantenere nel tempo?”. È una domanda meno spettacolare, ma molto più utile per la salute. Se abbiamo trascorso alcune settimane mangiando in modo diverso dal solito, non abbiamo bisogno di punirci. Possiamo semplicemente tornare progressivamente a un’alimentazione varia ed equilibrata, ridurre gli eccessi, bere prevalentemente acqua, riprendere l’attività fisica e recuperare una buona regolarità del sonno. Soprattutto, eviterei di utilizzare la bilancia come unico indicatore dello stato di salute. Un aumento di peso significativo o persistente, una stanchezza insolita, disturbi gastrointestinali, gonfiore importante o altri sintomi che continuano nel tempo non dovrebbero essere affrontati affidandosi autonomamente a un programma detox: possono rappresentare invece l’occasione per confrontarsi con il medico e, quando indicato, con un professionista della nutrizione. La prevenzione comincia anche da questo: distinguere un semplice periodo di disordine alimentare da una situazione che merita una valutazione clinica. 

Attenzione in questi casi

Particolare prudenza è necessaria nelle persone con diabete, patologie renali, cardiovascolari o gastrointestinali e, più in generale, in chi segue terapie farmacologiche: modificazioni importanti dell’alimentazione o periodi di digiuno non dovrebbero essere improvvisati. 

Il messaggio, quindi, può essere molto semplice: meno detox e più equilibrio. Il fegato e i reni non aspettano una tisana per iniziare a svolgere il proprio lavoro. Quello che possiamo fare noi è creare ogni giorno le condizioni migliori perché l’organismo funzioni correttamente, attraverso alimentazione, movimento, riposo e prevenzione. E forse è proprio questo il detox più efficace: non una parentesi di sette giorni, ma la capacità di riconoscere gli eccessi, correggerli senza estremismi e trasformare il rientro dalle vacanze nell’inizio di abitudini migliori.

Cinque regole da non dimenticare

1. Niente digiuni punitivi
Aver mangiato di più durante le vacanze non significa dover compensare saltando i pasti. Meglio recuperare gradualmente orari regolari e porzioni adeguate, evitando l’alternanza tra eccessi e restrizioni.
2. Acqua sì, ma senza esagerare
L’acqua deve tornare a essere la bevanda principale della giornata, limitando alcolici e bevande zuccherate. Bere quantità eccessive, però, non “depura” più velocemente: il fabbisogno varia in base alla persona, all’attività fisica, alla temperatura e alle condizioni di salute.
3. Più vegetali, non più succhi
Frutta, verdura, legumi e cereali integrali aiutano ad aumentare l’apporto di fibre e micronutrienti. Centrifugati e succhi non sono indispensabili per depurarsi e non dovrebbero sostituire sistematicamente frutta e verdura intere.
4. Riduciamo gli eccessi, non eliminiamo intere categorie di alimenti
L’autunno può essere l’occasione per limitare alcol, dolci, bevande zuccherate, snack e prodotti molto salati o altamente processati. Non occorre invece mettere al bando carboidrati, glutine, latticini o altri alimenti in assenza di una reale indicazione clinica.
5. Il detox migliore dura più di una settimana
Movimento regolare, sonno adeguato, alimentazione equilibrata e una buona routine quotidiana valgono molto più di qualsiasi programma “miracoloso” di pochi giorni. Se un cambiamento è troppo drastico per essere mantenuto nel tempo, probabilmente non è la strada migliore.
La regola da ricordare: il nostro organismo possiede già gli organi deputati ai processi di detossificazione. Il nostro compito non è “ripulirlo”, ma metterlo nelle condizioni migliori per funzionare bene.

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