Domande & Risposte
Confusione e cali di memoria, sarà la menopausa?
Domanda
Ho 51 anni e da qualche mese sono entrata in menopausa. Negli ultimi tempi ho notato che faccio fatica a rimanere concentrata, mi scordo le parole, a volte entro in una stanza e non mi ricordo che cosa stavo cercando, perdo spesso le chiavi e cose del genere. Può essere solo stanchezza o è il sintomo di un declino cognitivo?
Cara Valeria, il sintomo che riferisce viene oggi definita “nebbia mentale” (brain fog in inglese). In menopausa, così come anche in altri momenti nella vita della donna, per esempio la fase premestruale o nel corso della gravidanza o dell’allattamento, le complesse connessioni del cervello femminile risentono delle fluttuazioni dei livelli degli ormoni sessuali, estrogeni e progesterone, che regolano i circuiti della memoria e della cognitività, oltre che delle emozioni e dei comportamenti.
Un fenomeno naturale
Alle soglie della menopausa, la nebbia mentale è più frequente e ne soffrono quasi 6 donne su dieci, soprattutto se sono presenti vampate di calore diurne o notturne che interferiscono con il ritmo del sonno e il tono dell’umore. Il riposo è importantissimo per il buon funzionamento della memoria perché quando dormiamo si riorganizzano tutte le varie informazioni della giornata, operando una vera e propria selezione che coincide con l’eliminazione di sostanze tossiche per i circuiti della memoria.
Quando gli ormoni si abbassano è un po’ come se le molteplici funzioni del cervello rallentassero o si appannassero, ma non significa che il cervello della donna sarà più vulnerabile al declino cognitivo. In genere, significa soltanto che la donna è più stanca! Il sintomo della fatica è, infatti, il più riportato in una recente indagine condotta su un campione di donne italiane intorno ai 50 anni.
Per di più, in menopausa aumenta la risposta di stress mediata dall’ormone cortisolo che amplifica l’ansia, la mancanza di controllo e la reattività vascolare e nervosa. La nebbia mentale è certamente un problema fastidioso perché interferisce con la qualità della vita e con la performance lavorativa e le attività quotidiane. Rinforza per di più l’idea della menopausa come di una stagione associata al declino psicofisico e soprattutto all’invecchiamento del cervello femminile. Allontanandosi dal periodo dell’ultima mestruazione in genere tende a migliorare, a riprova del fatto che non significa demenza futura. Si tratta soltanto di una fase ed è molto raro che le donne di mezza età sviluppino dei veri e propri disturbi della memoria meritevoli di un’attenzione dello specialista.
Le soluzioni non mancano
Che cosa si può fare? La terapia ormonale sostitutiva può contribuire a migliorare la nebbia mentale, agendo soprattutto sull’effetto domino sulla memoria da parte delle vampate di calore, delle alterazioni del sonno e delle modificazioni del tono dell’umore. Gli effetti protettivi della terapia ormonale sul cervello sono più evidenti nelle donne che entrano in menopausa precocemente e su quelle che riportano sintomi moderati e severi con un notevole impatto sulla vita di tutti i giorni.
Una dieta equilibrata, una pressione arteriosa nella norma, l’abitudine all’attività fisica e l’astensione dal fumo e dal troppo alcol possono migliorare la nebbia mentale, insieme a una buona igiene del sonno, che ci aiuti a staccare con dolcezza dalle fatiche della giornata per riposare almeno 6 ore filate.
Va da sé che è anche estremamente importante allenare il cervello alla memoria per aumentare la riserva cognitiva. Bastano poche mosse e, al di là di un miglior stile di vita, è utile dedicare più tempo alla lettura, ad attività culturali, imparando cose nuove, meglio se socializzando con persone che ci fanno sentire bene.
© Riproduzione riservata.
I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.
