Come riconoscere il melanoma: 5 indicazioni da conoscere bene

di Maura Prianti

Il melanoma non sempre si presenta come il classico “neo sospetto”. Può comparire in zone difficili da controllare, avere un aspetto poco evidente o essere confuso con altre alterazioni della pelle

A spiegare come riconoscere anche le forme meno conosciute è il dottor Mario Santinami, specialista in chirurgia generale, consulente del Centro Diagnostico Italiano (CDI) e direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Melanoma della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che indica cinque aspetti fondamentali a cui prestare attenzione.

1. Non sempre ha l’aspetto di un neo scuro

Non tutti i melanomi sono neri, asimmetrici o caratterizzati da bordi irregolari. Il dottor Santinami sottolinea che alcune forme possono essere più difficili da riconoscere:

  • i melanomi amelanotici, privi di pigmento, possono apparire rosati o simili al colore della pelle ed essere confusi con dermatiti, cicatrici o altre lesioni benigne;
  • il melanoma ungueale, che cresce sotto l’unghia, può essere scambiato per un livido, un trauma o un’infezione fungina;
  • i melanomi delle mucose, che possono interessare la cavità orale o la mucosa genitale, sono spesso esclusi dai normali controlli personali.

Per questo è importante non considerare sospette solo le macchie scure: anche una lesione dall’aspetto insolito o in cambiamento deve essere valutata.

2. Un neo che cambia va sempre controllato

Secondo il dottor Santinami, non esiste un vero e proprio “paziente tipo”: il melanoma può svilupparsi anche in persone senza particolari fattori di rischio.

Sono però più esposti:

  • chi presenta molti nevi o nevi atipici;
  • chi ha una storia familiare di melanoma o altri tumori cutanei;
  • chi ha avuto importanti esposizioni ai raggi UV o scottature solari;
  • chi ha già ricevuto una diagnosi di tumore della pelle;
  • chi ha un fototipo chiaro.

Un segnale importante è un neo che cambia nel tempo: aumento delle dimensioni, variazioni di forma o colore, asimmetrie, prurito o sanguinamento sono elementi che richiedono un controllo dermatologico.

Particolare attenzione va riservata alle persone sopra i 65 anni: una nuova alterazione può essere facilmente attribuita all’età, ma potrebbe non essere una semplice macchia senile.

3. La pelle scura non elimina il rischio

Una maggiore quantità di melanina riduce il rischio di melanoma, ma non lo annulla. Come spiega il dottor Santinami, nelle persone con pelle scura il melanoma può comparire soprattutto in alcune sedi meno controllate, come:

  • palmo delle mani;
  • pianta dei piedi;
  • area sotto le unghie.

Proprio perché queste zone vengono spesso trascurate, la diagnosi può arrivare più tardi. Il controllo della pelle deve quindi riguardare tutto il corpo, indipendentemente dal colore della pelle.

4. Controllare anche le zone che spesso vengono dimenticate

Alcune aree sono difficili da osservare da soli, ma non devono essere escluse dalla prevenzione. Va tenuta alta l’attenzione su:

  • cuoio capelluto, nascosto dai capelli e difficile da ispezionare autonomamente;
  • pianta dei piedi e palmi delle mani;
  • unghie, dove eventuali cambiamenti persistenti devono essere valutati;
  • zone tatuate, dove i pigmenti possono rendere più difficile individuare alterazioni dei nei.

È consigliabile evitare di tatuare aree con nei e sottoporre a controllo dermatologico eventuali lesioni presenti in zone tatuate che cambiano aspetto.

5. Le immagini aiutano a individuarlo precocemente

Il monitoraggio fotografico delle lesioni cutanee è uno strumento importante per individuare il melanoma nelle fasi iniziali. Il dottor Santinami evidenzia come il confronto tra immagini ad alta risoluzione effettuate nel tempo permetta di rilevare variazioni anche molto piccole, favorendo diagnosi precoci. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono essere un supporto utile per il dermatologo, ma non sostituiscono la valutazione clinica dello specialista. Anche le applicazioni per smartphone possono aiutare a osservare meglio la propria pelle, ma non devono sostituire una visita dermatologica: il loro ruolo è orientare e favorire un controllo tempestivo.

La prevenzione parte dalla conoscenza della propria pelle

Il consiglio del dottor Mario Santinami è imparare a conoscere la propria pelle e prestare attenzione a ogni cambiamento. Un controllo dermatologico, con strumenti come la mappatura dei nevi e la videodermatoscopia quando indicata, permette di individuare eventuali lesioni sospette e intervenire precocemente.

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