Domande & Risposte

Bambini al sole: per proteggerli basta la crema?

A cura di

Elena Uga

Pediatria

Pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), ospedale Sant’Andrea di Vercelli

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Domanda

Ho due bambini di 2 e 4 anni e quest’anno saremo in vacanza al mare. Ho sentito opinioni e pareri contrastanti, anche da parte di medici, su come sia meglio proteggere i bambini dai raggi solari. Potete farmi chiarezza? Posso usare la crema solare?

Maria, Lecco

La protezione dei bambini dal sole non dovrebbe basarsi solo sulla crema solare. Le principali società scientifiche internazionali, dalle raccomandazioni pediatriche americane alle indicazioni dermatologiche europee, ricordano che la strategia più efficace resta evitare l’esposizione diretta, soprattutto nei primi anni di vita.

Sotto i tre anni no al sole diretto

Nei bambini molto piccoli, idealmente sotto i tre anni, è preferibile limitare il più possibile la permanenza al sole diretto, soprattutto in spiaggia. Questo concetto va allargato anche alle mamme in gravidanza, in quanto  al bimbo in utero possono arrivare le sostanze assorbite dalla pelle materna. Quando si sta all’aperto, bisogna evitare le ore centrali della giornata — indicativamente tra le 10 e le 17— perché l’intensità dei raggi UV è molto più elevata.

Non scordare cappellino e occhiali

In caso di esposizione la protezione più importante resta quella fisica: ombra, cappellino a tesa larga, maglietta tecnica o in tessuti leggeri ma coprenti, occhiali con filtro UV e pause frequenti in ambienti freschi. Anche i lattanti sotto i sei mesi dovrebbero restare sempre all’ombra ed essere protetti soprattutto con abbigliamento adeguato.

Quando e come mettere la crema

Le creme solari possono essere utili, ma andrebbero considerate una misura aggiuntiva quando l’esposizione è inevitabile. Inoltre, alcuni filtri chimici sono ancora oggetto di discussione scientifica per il possibile assorbimento cutaneo, motivo per cui molti pediatri e dermatologi preferiscono filtri “fisici”, formulazioni minerali solitamente a base di ossido di zinco. In questo caso vanno evitate le formulazioni in nanoparticelle che possono essere inalate e assorbite attraverso l’albero respiratorio.

C’è poi un problema molto concreto: nella vita reale le creme vengono spesso applicate in quantità insufficienti o non riapplicate con la frequenza necessaria, specialmente dopo il bagno, una sudata o il gioco sulla sabbia. Questo porta molte famiglie a sentirsi protette più di quanto non siano davvero. Per questo il messaggio corretto è: prima evitare il sole intenso e coprire la pelle, poi nei bambini più grandi usare la crema sulle zone esposte.

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