Giovani e alcol: sempre più ragazzi scelgono i drink analcolici
Per molti anni l’aperitivo è stato sinonimo di cocktail alcolici. E sempre più ragazzi, sempre più giovani già alle sei di pomeriggio erano troppo su di giri. Oggi, invece, qualcosa sta cambiando. Sempre più giovani ddecidono di ordinare mocktail, bevande analcoliche o a basso contenuto di alcol, seguendo uno stile di vita più attento al benessere. La cosiddetta cultura “NoLo” (No e Low Alcohol), cioè delle bevande senza alcol o a basso contenuto alcolico, sta conquistando soprattutto la Generazione Z. Ed è una buona notizia, perché ridurre il consumo di alcol significa proteggere il cervello, il fegato, il cuore e anche la salute mentale.
La Generazione Z cambia abitudini con l’alcol
Secondo una ricerca condotta dalla piattaforma Attest, nel 2026 il 24% dei giovani tra i 21 e i 27 anni dichiara di non bere alcolici, mentre il 20% sceglie frequentemente alternative analcoliche, in aumento rispetto al 16% registrato nel 2025. Anche uno studio pubblicato sul British Journal of Sociology conferma che la tendenza è destinata a consolidarsi. Il fenomeno della “Sober Curiosity”, cioè la scelta consapevole di limitare o eliminare l’alcol, coinvolge ormai una quota sempre più ampia della Generazione Z: il 61% afferma infatti di voler ridurre drasticamente il consumo di bevande alcoliche, contro il 40% rilevato appena tre anni prima.
Perché bere meno alcol fa bene
Questa inversione di tendenza rappresenta un importante passo avanti per la salute pubblica. L’alcol, infatti, non è una sostanza innocua: anche quantità moderate possono avere effetti sull’organismo e il rischio aumenta con il consumo abituale o con le abbuffate del fine settimana. Scegliere un drink analcolico significa evitare i classici effetti della sbornia, come mal di testa, nausea, disidratazione e stanchezza. Ma i vantaggi vanno ben oltre. Dormi meglio, sei più lucido il giorno successivo, hai una maggiore capacità di concentrazione e puoi praticare sport senza gli effetti negativi dell’alcol sulle prestazioni fisiche. Sempre più ragazzi raccontano anche di voler evitare la cosiddetta “hangxiety”, cioè quella sensazione di ansia, senso di colpa e disagio che può comparire dopo aver bevuto troppo. Un fenomeno sempre più studiato dagli esperti e che può influenzare l’umore anche per diverse ore dopo la festa alcolica.

Benessere e social possono andare d’accordo
A spingere questa nuova scelta c’è anche un diverso modo di vivere la socialità. Oggi divertirsi non significa necessariamente bere. Al contrario, molti giovani preferiscono sentirsi presenti, ricordare la serata e mantenere il controllo delle proprie azioni, anche perché foto e video finiscono spesso sui social network. In Italia questa evoluzione si riflette pian piano anche nell’offerta dei locali. I mocktail stanno diventando sempre più creativi e ricchi di ingredienti naturali, frutta fresca, erbe aromatiche e spezie. Rosso, giallo e verde sono i colori protagonisti dei nuovi drink estivi, pensati per essere belli da vedere, buoni da bere e perfetti da condividere sui social senza rinunciare al gusto. Questa attenzione crescente dimostra che il piacere dell’aperitivo non dipende necessariamente dalla presenza dell’alcol, ma dall’esperienza, dalla compagnia e dalla qualità degli ingredienti.
Una scelta che guarda anche al futuro
Ridurre il consumo di alcol fin da giovani può avere effetti positivi che si mantengono nel tempo. Significa diminuire il rischio di sviluppare dipendenza, ma anche molte malattie correlate al consumo di alcol, come cirrosi, tumori. Inoltre non bere alcol da giovani evita danni agli organi ancora in formazione e spinge ad adottare uno stile di vita più sano, spesso accompagnato anche da una maggiore attenzione all’alimentazione, all’attività fisica e al benessere psicologico. Gli esperti ricordano inoltre che non esiste una quantità di alcol completamente priva di rischi. Per questo motivo ogni occasione in cui si sceglie una bevanda analcolica rappresenta un piccolo investimento sulla propria salute.
Perché l’alcol è più pericoloso nei ragazzi
L’organismo degli adolescenti e dei giovani adulti è ancora in fase di sviluppo, soprattutto il cervello, che continua a maturare fino a circa 25 anni. Per questo motivo l’alcol può provocare effetti più importanti rispetto a quelli osservati negli adulti. Bere alcol in giovane età può compromettere memoria, attenzione e capacità di apprendimento. Inoltre aumenta il rischio di incidenti stradali, comportamenti impulsivi, rapporti sessuali non protetti e violenza.
Bere alcol favorisce tumori da adulti
Il consumo precoce favorisce anche una maggiore probabilità di sviluppare una dipendenza da alcol negli anni successivi. Non bisogna dimenticare che l’alcol è stato classificato come cancerogeno per l’uomo e che il suo consumo è associato a un aumento del rischio di diverse malattie croniche. Ecco perché vedere sempre più giovani scegliere mocktail e bevande analcoliche è una notizia positiva: significa che la prevenzione può partire anche da un semplice brindisi, senza rinunciare alla convivialità.
Chi è la Generazione Z
Con il termine Generazione Z (o Gen Z) si indicano i giovani nati indicativamente tra il 1997 e il 2012. Sono i primi ad essere cresciuti con smartphone, social network e connessioni digitali sempre disponibili. Rispetto alle generazioni precedenti mostrano una maggiore attenzione al benessere psicofisico, alla sostenibilità e a uno stile di vita equilibrato. Anche per questo molti di loro scelgono di limitare il consumo di alcol o di eliminarlo del tutto, preferendo bevande analcoliche che permettono di divertirsi senza rinunciare alla salute.
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