Domande & Risposte
Vulvodinia, perché spesso la diagnosi arriva tardi?
Domanda
Soffro da anni di vulvodinia, un problema che sto curando da poco tempo, perché ci ho messo parecchio (andando da diversi specialisti) prima di avere una diagnosi corretta e trovare un interlocutore (anzi, una interlocurtrice!) che mi ascoltasse e prendesse sul serio i miei sintomi e i miei disagi. Come mai questa patologia è così difficile da scoprire? Lo chiedo per tutte le donne che ne soffrono, perché si tratta di un disturbo che incide molto non solo nella vita intima ma anche nelle azioni quotidiane.
Cara Antonella, la tua domanda mi permette di parlare di una patologia complessa, spesso ingiustamente trascurata.
La vulvodinia è una condizione patologica femminile caratterizzata da dolore e disturbi che riguardano la vulva, il vestibolo e la vagina, che si ripercuote sulla vita delle pazienti in base al grado della gravità e dei sintomi, oltre che dalla localizzazione. Non solo può impattare la sfera sessuale, rendendo difficoltosi o impossibili i rapporti sessuali, ma si concretizza in disagio anche in relazione alla quotidianità.
Purtroppo si tratta di una patologia sottostimata e difficilmente trattata tempestivamente, poiché la diagnosi ancora oggi risulta talvolta tardiva o inizialmente diversamente interpretata: ciò avviene per le profonde sfumature che il ventaglio di questo disturbo può avere nonché talvolta per il pudore riguardo i sintomi, che impedisce alle donne di affrontare il problema rivolgendosi allo specialista.
In altri casi, invece, si può verificare un problema di interpretazione comunicativa da parte del medico che non riconosce i sintomi e non prescrive le cure adeguate. L’ambito della sessualità e dell’eventuale dolore pelvico è una parte della visita ginecologica che sempre va indagata la visita.
Il dolore e gli altri sintomi
Il sintomo più comune è il dolore, localizzato all’area ginecologica inerente l’introito vulvare (apertura esterna della vagina), il vestibolo, la vulva o la vagina, di tipo cronico e continuo con o senza uno stimolo alla base. Oltre al dolore altri sintomi possono essere:
- bruciore,
- tensione,
- fastidio,
- arrossamento,
- eritema,
- irritazione,
- secchezza,
- disepitelizzazione,
- percezione di tagli, spilli o gonfiore locale,
- prurito.
La sintomatologia è molto varia e può cambiare in base agli stimoli o di giorno in giorno.Talvolta anche gli indumenti o la stessa acqua possono creare dolore e fastidio.
Perché si scopre tardi?
La vulvodinia risulta difficile da diagnosticare e spesso molte donne ricevono una diagnosi tardiva o non vengono credute. Questo accade in parte per la mancata attenzione dedicata negli anni passati a tale patologia, un po’ per retaggio culturale e un po’ per impostazione patriarcale della società. Inoltre i preconcetti e la vergogna ancora oggi presenti nel parlare di questa patologia, oltre alla barriera comunicativa che spesso sta alla base del rapporto medico paziente, possono complicare la situazione.
Quando andare dallo specialista
Oltre al controllo annuale ginecologico comprensivo di ecografia transvaginale e Pap test, se la donna avverte dei fastidi deve sempre rivolgersi al ginecologo di fiducia. Se a maggior ragione i sintomi sopra descritti persistono per almeno tre mesi, a quel punto ha certamente senso rivolgersi a uno specialista.
Il ruolo della mente
La psiche ha un ruolo importante in tutte le nostre attività quotidiane, ma pensare che sia una fantasia è quello che ha portato a sottostimare questa malattia, che addirittura è stata definita “invisibile”: purtroppo non lo è affatto!
L’impatto sulla vita quotidiana
Come e in che misura la vulvodinia influenza la qualità della vita di una donna? Molto perché non solo la sfera sessuale viene inclusa e modificata tanto da rendere i rapporti intimi non solo non piacevoli ma spesso impossibili, ma perché anche azioni quotidiane come indossare un jeans o un costume bagnato possono essere un problema. Alcune giornate possono essere impregnate di dolore anche senza alcuno stimolo scatenante. Tutta la vita cambia per queste pazienti.
Irritabilità, frustrazione e depressione possono impadronirsi delle loro giornate se non viene tempestivamente diagnostica e ben gestita.
Come affrontare il problema
Una volta eseguita la diagnosi le terapie saranno personalizzate. Le strategie prevedono:
- cambio delle abitudini quotidiane,
- abbigliamento idoneo,
- uso di assorbenti cotone 100%,
- mutande di cotone bianco lavate senza ammorbidente e in lavaggio settoriale,
- utilizzo di detergenti per l’igiene intima ad hoc,
- terapie locali,
- terapie antidolorifiche,
- riabilitazione pavimento pelvico,
- miorilassanti.
Altri consigli utili
- Evittare cure fai da te o l’utilizzo di creme o ovuli senza parere del medico,
- evitare indumenti stretti e sintetici o alcuni sport come equitazione o bicicletta.
- Ultimo consiglio utile: mai scoraggiarsi!
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