Domande & Risposte
Bartolinite, come si cura e si previene?
Domanda
Mia figlia ha 16 anni e da tempo soffre di un dolore intimo che non riuscivamo a spiegarci. L’ho accompagnata dalla mia ginecologa che ha diagnosticato una bartolinite. Potrebbe spiegarmi di cosa si tratta, quali sono le cure e soprattutto se si può prevenire?
Gentile Miranda, le ghiandole del Bartolini sono due piccole ghiandole situate ai lati dell’ingresso della vagina, il cui compito è produrre un liquido lubrificante. Quando il dotto che porta questo liquido all’esterno si ostruisce, il muco si accumula a monte e si forma così una cisti, che se si infetta diventa un ascesso doloroso, gonfio e arrossato, a volte accompagnato da difficoltà a camminare o sedersi, e talvolta da febbre.
I batteri coinvolti
La bartolinite non è necessariamente legata all’attività sessuale. I batteri più spesso coinvolti sono quelli normalmente presenti a livello vaginale, come Streptococco, Chlamydia, Mycoplasma, o intestinale, come l’Escherichia Coli.
I trattamenti con i farmaci
Il trattamento dipende dalla gravità del quadro clinico e la terapia può essere farmacologica o chirurgica. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia si risolve con l’utilizzo di antinfiammatori per una settimana. Se invece si è formato un ascesso, la terapia consiste nella somministrazione di antibiotici per via orale associata ad antinfiammatori.
Quando serve l’intervento
In caso di fallimento della terapia o in caso di recidive (più episodi in un anno), diventa necessario intervenire per via chirurgica. Gli interventi di elezione sono due. La marsupializzazione consiste nell’incisione e drenaggio dell’ascesso, con sutura dei margini interni alla cute della vulva. In questo caso la ghiandola è conservata. Altrimenti, si ricorre alla bartolinectomia, ovvero l’asportazione della ghiandola.
Consigli per evitare che torni
Sul fronte della prevenzione (pur non essendoci comportamenti che garantiscano una prevenzione assoluta), alcuni accorgimenti possono ridurre il rischio di recidiva, soprattutto in una ragazza giovane:
- privilegiare biancheria intima in cotone evitando materiali sintetici che trattengono umidità,
- non indossare pantaloni troppo aderenti per periodi prolungati,
- curare l’igiene intima con detergenti delicati a pH fisiologico, evitando saponi aggressivi o lavande vaginali interne che alterano l’equilibrio della flora locale,
- asciugare bene la zona dopo bagno o piscina,
- per chi pratica sport, cambiare rapidamente gli indumenti sudati.
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