Domande & Risposte

Tatuaggi, possono essere pericolosi per la pelle?

A cura di

Tecla Mastronuzzi

Medicina generale

Medico di medicina generale a Bari, responsabile Macroarea Promozione della Salute e Prevenzione della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)

Fai una domanda

spalla maschile con tatuaggio

Domanda

Vorrei fare un tatuaggio, ma sono un po’ preoccupato per le possibili conseguenze. I tatuaggi possono danneggiare la pelle? Quali rischi comportano e ci sono persone che dovrebbero evitarli?

Christian De M.

Gentile Christian, possiamo tranquillizzarla: nella grande maggioranza delle persone un tatuaggio, se eseguito correttamente da un professionista e con materiali sicuri, non provoca danni importanti alla pelle.

Un piccolo trauma per il derma

Tatuarsi significa comunque sottoporre la cute a un piccolo trauma: gli aghi attraversano lo strato più superficiale e depositano il pigmento nel derma. Per questo, subito dopo, è del tutto normale osservare un po’ di arrossamento, gonfiore, sensibilità o prurito. Sono generalmente fenomeni transitori, che accompagnano il normale processo di guarigione.

Le complicanze possibili

Le complicanze sono possibili, ma non rappresentano la regola. Tra quelle più conosciute ci sono le infezioni, soprattutto quando non vengono rispettate adeguate condizioni igieniche, e le reazioni ai pigmenti, che possono essere allergiche o infiammatorie e talvolta comparire anche a distanza di tempo. Più raramente possono formarsi granulomi o cicatrici rilevate, in particolare nelle persone predisposte ai cheloidi.

Qualche attenzione in più

Qualche attenzione in più è consigliabile a chi soffre di determinate malattie della pelle. Per esempio, nelle persone con psoriasi il trauma provocato dal tatuaggio può talvolta favorire la comparsa di nuove lesioni nella zona interessata. Se è presente una dermatite o una malattia cutanea attiva, è quindi meglio chiedere consiglio al medico o al dermatologo e scegliere il momento più adatto.

Un’altra buona regola è non tatuare direttamente sopra nei o altre lesioni pigmentate: lasciarle visibili permette di continuare a controllarle nel tempo e di accorgersi più facilmente di eventuali cambiamenti.

Solo in centri sicuri e a norma

La sicurezza dipende molto anche da dove e come viene eseguito il tatuaggio. È importante scegliere un professionista che rispetti scrupolosamente le norme igieniche, utilizzi materiale sterile e pigmenti conformi alla normativa, e seguire poi le indicazioni ricevute per la cura della zona durante la guarigione. Una volta guarito, anche il tatuaggio – come tutta la pelle – va protetto dal sole.

Quindi, niente allarmismi: per una persona sana, un tatuaggio eseguito in modo professionale e curato correttamente è generalmente ben tollerato. Vale però la pena considerarlo per quello che è: una procedura che interessa la pelle e che merita alcune semplici precauzioni.

Se nei giorni successivi compaiono invece dolore o gonfiore in aumento, secrezioni, febbre oppure un arrossamento che si estende anziché migliorare, è bene rivolgersi al medico.

© Riproduzione riservata.

I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.