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Russamento notturno: ci sono rischi per la salute?

A cura di

Giulia Ciancarella

Medicina Generale

Medico di medicina generale presso la ASL Roma 2, collaboratrice della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)

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donna che dorme con le cuffie accanto al marito che russa

Domanda

Ho 55 anni e sin da giovane russo quando dormo. Negli ultimi anni però la cosa è diventata più pesante e mia moglie giustamente si lamenta. Spesso mi sveglia perché non riesce ad addormentarsi. Mi devo rivolgere a uno specialista? Quali soluzioni ci potrebbero essere? E poi vorrei sapere se corro dei rischi per la mia salute.

Alberto, Venezia

Caro Alberto, il russamento nasce da un meccanismo piuttosto semplice. Durante il sonno i muscoli della gola e del palato si rilassano; se le vie aeree si restringono, l’aria fatica a passare e fa vibrare i tessuti molli, producendo il caratteristico rumore. 

I fattori che lo favoriscono

Alcune persone hanno una predisposizione anatomica, ma ci sono anche fattori che favoriscono questo fenomeno. Tra i più importanti ci sono il sovrappeso, l’avanzare dell’età, il consumo di alcol, il fumo, la congestione nasale dovuta ad allergie o deviazioni del setto e l’abitudine a dormire sulla schiena.

Quando diventa un problema

Nella maggior parte dei casi il russamento è un fenomeno isolato e benigno, che i medici definiscono “russamento primario”. Tuttavia, in alcune persone può essere il segnale di una condizione più importante, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. In questo caso le vie respiratorie non si restringono soltanto, ma si chiudono completamente per alcuni secondi, interrompendo il passaggio dell’aria. Queste pause respiratorie possono ripetersi molte volte nel corso della notte e spesso chi ne soffre non se ne accorge: a notarle è soprattutto il partner, che osserva periodi di silenzio improvviso seguiti da un forte russamento o da un respiro rumoroso.

Le apnee del sonno non compromettono soltanto la qualità del riposo. Ogni interruzione della respirazione provoca una riduzione dell’ossigeno nel sangue e costringe l’organismo a continui micro-risvegli, spesso inconsapevoli, che frammentano il sonno. Il risultato è una stanchezza persistente durante il giorno, difficoltà di concentrazione, irritabilità e, nei casi più importanti, episodi di sonnolenza diurna. Inoltre, oggi sappiamo che le apnee del sonno aumentano il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa e favoriscono la comparsa di malattie cardiovascolari, come infarto e ictus. Per questo motivo è importante non sottovalutare un russamento che cambia nel tempo o che si accompagna ad altri sintomi.

In questi casi andare dal medico

Quando è opportuno rivolgersi al medico? Sicuramente se il partner riferisce pause respiratorie durante il sonno, se il russamento è molto intenso e irregolare oppure se al mattino ci si sveglia stanchi, con mal di testa o con la bocca particolarmente secca. Meritano attenzione anche la sonnolenza diurna, la difficoltà a mantenere la concentrazione e la necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare, soprattutto se questi disturbi si associano a ipertensione arteriosa o sovrappeso. In questi casi il medico potrà valutare l’opportunità di eseguire uno studio del sonno, oggi spesso effettuabile direttamente a domicilio con piccoli dispositivi portatili.

Le soluzioni disponibili

Per quanto riguarda le possibili soluzioni, il primo passo consiste quasi sempre nel modificare alcune abitudini.

Cambiare alcune abitudini

Se è presente un eccesso di peso, anche un dimagrimento modesto può ridurre significativamente il russamento, perché diminuisce il tessuto adiposo che restringe le vie respiratorie. È inoltre consigliabile evitare bevande alcoliche nelle tre-quattro ore prima di coricarsi, perché l’alcol rilassa ulteriormente la muscolatura della gola. Anche smettere di fumare e trattare eventuali problemi di respirazione nasale, come allergie o congestione cronica, può contribuire a migliorare la situazione.

Un altro accorgimento semplice ma spesso efficace consiste nel dormire su un fianco invece che sulla schiena, posizione che favorisce il collasso delle vie aeree. In alcune persone possono essere utili anche esercizi specifici per rafforzare i muscoli della lingua e della gola, associati a una regolare attività fisica, che migliora il tono muscolare generale e contribuisce al controllo del peso.

Il bite o la maschera

Se queste misure non sono sufficienti, esistono trattamenti specifici. Nei casi di russamento semplice o di apnee lievi può essere indicato un dispositivo di avanzamento mandibolare, un apparecchio simile a un bite che si indossa durante la notte e mantiene leggermente avanzata la mandibola, facilitando il passaggio dell’aria. Quando invece viene diagnosticata una sindrome delle apnee ostruttive di grado moderato o severo, il trattamento più efficace è la Cpap (sigla inglese che sta per Continuous positive airway pressure cioè “pressione positiva continua delle vie aeree”) , un dispositivo che, attraverso una mascherina, mantiene aperte le vie respiratorie con un flusso continuo di aria. Sebbene richieda un periodo di adattamento, questo trattamento elimina quasi completamente le apnee e riduce drasticamente anche il russamento, migliorando sia la qualità del sonno sia la salute cardiovascolare. Solo in casi selezionati, ad esempio in presenza di importanti anomalie anatomiche del naso o del palato, può essere presa in considerazione la chirurgia.

Nel suo caso, considerando che il russamento è peggiorato negli ultimi anni e crea ormai un disagio importante, il consiglio è di parlarne con il medico curante, che potrà valutare se indirizzarla a un centro specializzato in medicina del sonno. Escludere la presenza di apnee è importante non solo per ritrovare un sonno più tranquillo, ma anche per proteggere la salute nel lungo periodo. 

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