Nonni in casa: come rendere gli spazi più sicuri e accessibili

di Maura Prianti

Una casa accessibile è più facile da vivere per tutti non solo per la Festa dei Nonni. Ecco come progettare spazi senza barriere, dove nonni e nipoti possano continuare a condividere il piacere di stare insieme

Il 2 ottobre è la Festa dei Nonni, la giornata dedicata a quelle figure che spesso custodiscono ricordi, tradizioni e una parte speciale della storia di famiglia. Ma soprattutto è un’occasione per stare insieme: una merenda preparata con i nipoti, una partita a carte, una storia raccontata sul divano, il pranzo della domenica. Piccoli momenti che diventano ancora più preziosi quando la casa permette a tutti di viverli senza ostacoli. Perché non è solo il tempo trascorso insieme a creare il legame tra le generazioni: anche gli spazi in cui ci incontriamo possono favorirlo. Con gli anni, però, una scala, un bagno poco funzionale o un ambiente difficile da raggiungere possono trasformarsi da semplici dettagli della casa in vere barriere alla quotidianità. E allora progettare o ripensare gli ambienti in modo più accessibile può significare qualcosa di molto concreto: aiutare i nonni a mantenere la propria autonomia e permettere loro di continuare a vivere pienamente la casa e i momenti con figli e nipoti.

Una casa che cambia insieme a chi la abita

Pensare all’accessibilità non significa necessariamente aspettare che compaia una difficoltà. Può essere, invece, un modo per anticipare le esigenze che potrebbero presentarsi nel tempo e rendere gli ambienti più comodi per tutta la famiglia. Una casa progettata in modo flessibile può infatti accompagnare le diverse fasi della vita, evitando di dover intervenire quando un problema è già diventato urgente. L’obiettivo è ridurre, per quanto possibile, le barriere che limitano la libertà di movimento. In un’abitazione su più livelli, per esempio, è importante prestare attenzione alla sicurezza delle scale, alla presenza di corrimano e alla buona illuminazione. Anche i passaggi dovrebbero essere liberi da oggetti che possono ostacolare il movimento, mentre in bagno possono essere utili soluzioni che facilitino l’ingresso e l’uscita dalla doccia e offrano punti di appoggio.

Nonni e nipoti, una casa da vivere insieme

Una casa accessibile non serve soltanto a chi ha difficoltà motorie. Può rendere più semplice la vita quotidiana di tutti e permettere ai nonni di partecipare più facilmente alle attività familiari. Raggiungere il soggiorno per giocare con i nipoti, preparare insieme la cena, leggere una storia o semplicemente sedersi a chiacchierare diventa più facile quando gli spazi non rappresentano un ostacolo. L’accessibilità diventa così anche una questione di autonomia e di relazioni. Per i nonni significa poter continuare a utilizzare gli ambienti della propria casa senza rinunciare a una parte della propria quotidianità. Per figli e nipoti significa poter condividere più facilmente tempo e spazi, senza che una scala o un altro ostacolo interrompa la vita di tutti i giorni.

Una casa “future ready”

Il concetto di casa accessibile può essere inserito in una visione ancora più ampia: quella di un’abitazione future ready, cioè progettata per rispondere alle esigenze di chi la vive oggi, ma anche per adattarsi ai cambiamenti che possono arrivare con il tempo. Non significa prevedere ogni possibile necessità, ma immaginare una casa flessibile, capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita. È questa l’idea alla base della riflessione proposta da Stannah in occasione della Festa dei Nonni: una casa “future ready” è uno spazio pensato per rimanere fruibile nel tempo e permettere a nonni, figli e nipoti di condividere gli stessi ambienti, anche quando cambiano le esigenze di mobilità. In quest’ottica, l’accessibilità non è soltanto una risposta a una difficoltà già presente, ma può diventare una scelta progettuale che mette insieme comfort, sicurezza e libertà di movimento.

In aiuto dei nonni i miniascensori

Tra le soluzioni che possono contribuire a questo tipo di progettazione ci sono i miniascensori domestici Uplifts di Stannah, pensati per collegare i diversi piani della casa. Secondo le caratteristiche dichiarate dall’azienda, i modelli S2 e S3 occupano circa un metro quadrato e sono progettati per integrarsi negli ambienti domestici; il modello S3 è inoltre adatto anche all’utilizzo da parte di persone in sedia a rotelle.

Rendere una casa più accessibile, quindi, non significa soltanto intervenire quando arriva una necessità. Può voler dire progettare fin da subito spazi capaci di accompagnare la vita che cambia, così che una scala, un dislivello o un ambiente poco funzionale non diventino un ostacolo ai momenti più belli da condividere. Perché una casa davvero accogliente è anche quella in cui nonni, figli e nipoti possono continuare a incontrarsi, muoversi e stare insieme.

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