Gioco d’azzardo: in Emilia-Romagna un mese di prevenzione e sensibilizzazione

di Nicoletta L. Bagliano

Fila di slot machine illuminate in una sala giochi, con una persona che utilizza i comandi di una delle macchine. L’ambiente è caratterizzato da luci artificiali, riflessi colorati e sedute allineate lungo le postazioni da gioco.

Tra Ferrara e Bologna, parte un ampio programma di incontri gratuiti dedicati al disturbo da gioco d’azzardo. Un percorso che coinvolge cittadini, scuole e servizi sanitari, con attività sul territorio, per affrontare una dipendenza sempre più legata al mondo digitale

Da poco è ripreso un articolato programma di incontri dedicati alla prevenzione del Disturbo da Gioco d’Azzardo, promosso dall’Equipe DGA (Disturbo da Gioco d’Azzardo) dell’Unità Operativa Prevenzione del Servizio Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL di Ferrara.
Un’iniziativa che si inserisce nel calendario di attività che culmina il 22 maggio, Giornata Nazionale contro il Gioco d’Azzardo, e che per tutto il mese coinvolge cittadini, famiglie, scuole e servizi territoriali con l’obiettivo di aumentare consapevolezza e capacità di riconoscere i rischi legati a questa dipendenza.

Cos’è il Disturbo da Gioco d’Azzardo

Il Disturbo da Gioco d’Azzardo è una dipendenza comportamentale, cioè una condizione che non riguarda una sostanza ma un comportamento: il bisogno compulsivo di giocare, anche quando questo comporta conseguenze negative sulla vita personale, economica e relazionale. È una dipendenza spesso difficile da riconoscere nelle fasi iniziali perché non presenta segni fisici evidenti e tende a svilupparsi in modo graduale.
Il mondo digitale ha amplificato il fenomeno, rendendo il gioco accessibile in qualsiasi momento e aumentando il rischio di perdita di controllo.

Una dipendenza ancora sottovalutata

Il gioco d’azzardo patologico è ancora oggi una delle dipendenze comportamentali meno intercettate precocemente. Questo accade perché, spesso, chi ne soffre tende a nascondere il problema fino a quando le conseguenze diventano evidenti nella sfera economica, familiare o lavorativa.
Inoltre, non tutte le aziende sanitarie dispongono di équipe altamente specializzate dedicate esclusivamente a questa dipendenza, che richiede competenze integrate tra salute mentale, prevenzione, educazione digitale e supporto sociale.
Per questo il lavoro sul terriotorio diventa fondamentale: intercettare le persone prima che la situazione si aggravi.

Il programma degli incontri gratuiti

Gli appuntamenti previsti in Emilia-Romagna si articolano in diverse tappe:

  • 12 maggio – Ferrara: “I bambini nel mondo digitale”, presso la Scuola Primaria “Bruno Ciari”, rivolto a genitori e insegnanti
  • 22 maggio – Bologna: partecipazione a “Play – Festival del Gioco” presso BolognaFiere con attività ludico-interattive di prevenzione
  • 25 maggio – Ferrara: infopoint alla Casa della Comunità “Cittadella San Rocco”
  • 26 maggio – Cento (FE): infopoint all’Ospedale “SS. Annunziata”
  • 27 maggio – Comacchio (FE): infopoint alla Casa della Comunità “San Camillo”

Come partecipare agli incontri

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita. Per le attività scolastiche la partecipazione avviene tramite gli istituti coinvolti. Per informazioni, aggiornamenti sul calendario e dettagli organizzativi è possibile scrivere a info@mcrferrara.org.

Durante gli infopoint attivi sul territorio sarà possibile accedere liberamente a consulenze brevi con operatori specializzati, ricevere orientamento ai servizi di prevenzione e cura e materiale informativo sui rischi del gioco d’azzardo patologico. A queste consulenze potranno accedere anche familiari di persone che hanno questa dipendenza e che non sanno come aiutare il loro congiunto.

Una campagna contro il gioco patologico

Nel corso degli incontri sarà presentata anche la campagna regionale “IO NON AZZARDO”, che punta a contrastare il gioco d’azzardo patologico con un messaggio diretto e non giudicante: “il gioco non vale la casa, la salute, il lavoro, gli affetti”. Un approccio che invita tutti a riflettere su come il sistema dell’azzardo sia matematicamente strutturato per generare perdita, trasformando quella che sembra un’attività di intrattenimento in un rischio concreto per la salute e la vita delle persone. E dei loro cari, che spesso diventano vittime, più o meno inconsapevoli, del gioco d’azzardo portato alle estreme conseuguenze, non solo economiche o finanziarie.

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