Domande & Risposte

Disbiosi: cosa fare se compaiono febbre e dolori?

A cura di

Tecla Mastronuzzi

Medicina generale

Medico di medicina generale a Bari, responsabile Macroarea Promozione della Salute e Prevenzione della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)

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donna che si tiene la pancia con disegno dell'intestino in trasparenza

Domanda

Vi scrivo perché ho bisogno di aiuto. A maggio ho cominciato a soffrire di diarrea: il mio medico mi ha prescritto un antibiotico e un antidiarroico, oltre a farmi fare esami specifici del sangue, delle urine e delle feci. Dalle analisi è risultata una disbiosi intestinale al 19%. Tutti gli esami fatti per fegato, milza, pancreas erano nella norma. Piano piano ho ripreso a introdurre nei pasti gli alimenti che avevo eliminato. Stavo bene, ma a fine luglio mi è venuta la febbre, pur senza sintomi. Dopo due giorni la temperatura si è abbassata a 37 ma sono cominciati i dolori addominali in basso a sinistra.  A quel punto il medico mi ha prescritto un altro antibiotico per una settimana. Ora sono molto debilitata, mangio poco perché non ho appetito e ho secrezioni gialle nelle feci. Sono davvero preoccupata, come posso uscire da questa situazione? Datemi un consiglio.

Angela R.

Gentile Angela, capisco la sua preoccupazione: dopo diverse settimane di disturbi intestinali e, più recentemente, febbre, dolore addominale e scarso appetito, è comprensibile sentirsi stanchi e debilitati.

Vorrei innanzitutto rassicurarla su un punto: il riscontro di una “disbiosi”, anche se espresso con un valore percentuale, non indica di per sé la presenza di una malattia. È un dato che va sempre interpretato insieme ai sintomi e alla situazione clinica complessiva. Inoltre, dopo un episodio di diarrea e diverse terapie antibiotiche, l’intestino può impiegare un po’ di tempo per ritrovare il proprio equilibrio.

Che cos’è la disbiosi

Con il termine disbiosi si indica un’alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale, cioè dell’insieme dei microrganismi che normalmente vivono nel nostro intestino. La composizione del microbiota può modificarsi per molti motivi, per esempio dopo un’infezione intestinale, l’assunzione di antibiotici o importanti cambiamenti dell’alimentazione. La disbiosi non è di per sé una malattia e un valore espresso in percentuale non va interpretato come indice della gravità di una patologia. I risultati dei test sul microbiota devono sempre essere valutati nel contesto dei sintomi e della situazione clinica della persona.

Come aiutare l’intestino

Per favorire il recupero dell’equilibrio intestinale sono generalmente utili un’alimentazione varia, reintrodotta gradualmente dopo un episodio acuto, una buona idratazione ed evitare restrizioni alimentari non necessarie. Anche alcuni probiotici possono essere utili, ma non sono tutti uguali: la loro efficacia dipende dai ceppi utilizzati e dalla situazione in cui vengono impiegati. Per questo è preferibile che sia il medico a consigliare il prodotto più adatto.

Non trascurare la febbre

Nel suo caso, però, c’è un elemento che merita attenzione: la comparsa di febbre seguita da dolore nella parte bassa sinistra dell’addome. Non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave, ma è un sintomo che non possiamo interpretare correttamente senza visitarla. Per questo le consiglio di tornare dal suo medico, soprattutto se il dolore persiste, in modo che possa esaminare l’addome e valutare se siano necessari ulteriori accertamenti.

Qualche consiglio pratico

Nel frattempo cerchi di bere regolarmente, anche a piccoli sorsi, e di riprendere gradualmente l’alimentazione con piccoli pasti più volte al giorno, scegliendo inizialmente ciò che tollera meglio. Non è necessario digiunare o seguire diete eccessivamente restrittive: mangiare troppo poco per diversi giorni può contribuire alla sensazione di debolezza. Eviterei invece di assumere autonomamente altri antibiotici o farmaci contro la diarrea senza aver prima chiarito la causa dei disturbi.

Se dovessero comparire nuovamente febbre alta, dolore addominale intenso o in aumento, vomito persistente, sangue nelle feci oppure difficoltà a bere e alimentarsi, sarà necessario rivolgersi rapidamente a un medico.

Il consiglio più importante, quindi, non è quello di aggiungere un’altra medicina, ma di farsi rivalutare clinicamente: dopo una storia così lunga, è il modo migliore per capire che cosa sta succedendo e aiutarla a recuperare.

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