Domande & Risposte
Dieta e fertilità, c’è un legame?
Domanda
Ho 30 anni e desidero avere un bambino con il mio compagno. Stiamo facendo le analisi necessarie, ma al tempo stesso ci stiamo chiedendo se e in che modo anche l’alimentazione possa influire sulla possibilità di concepimento e sulla eventuale gravidanza. Dovremmo fare attenzione alla dieta?
Cara Martina, mi fa piacere ricevere questa domanda. Alimentazione e fertilità sono connesse: infatti, ciò che mangiamo è importante, anche per mantenere ovociti e spermatozoi in buona salute.
La scelta dei prodotti che mettiamo nel nostro carrello e portiamo sulle nostre tavole è un momento fondamentale cui sarebbe utile dedicare un pensiero a priori, una pianificazione prima dell’acquisto e una conoscenza maggiormente approfondita. Non solo riguardante la loro composizione, ma anche la provenienza e l’impatto che hanno su di noi, relativamente all’equilibrio ormonale e quindi della salute in toto. Le diverse associazioni di cibi, le varie tipologie di cottura e il momento della giornata in cui li ingeriamo hanno effetti differenti su di noi. È facile dedurre che anche sulla fertilità e sulla salute riproduttiva le scelte alimentari abbiano un ruolo impattante.
La predilezione per alimenti ricchi di antiossidanti, vitamine e fibre, associato ad attività fisica e normopeso aiuta a evitare problemi metabolici tra cui insulino-resistenza, diabete e sindrome metabolica. La scelta di un’alimentazione a basso impatto infiammatorio fornisce un indiscusso contributo anche in caso di condizioni ginecologiche come la sindrome dell’ovaio policistico e l’endometriosi.
Proteine di qualità e vegetali di stagione
Il mantenimento della quota proteica quotidiana (che varia da persona a persona così come il fabbisogno calorico e la scelta dei macronutrienti) è essenziale. Prediligere proteine nobili e di alta qualità come carni “grass fed” (ovvero appartenenti ad animali allevati al pascolo e che si nutrono solamente di erba), uova di alta qualità e pesce (anche quello congelato) può migliorare la qualità di vita e la fertilità.
Anche il consumo di frutta e verdura di stagione è fondamentale per assumere la giusta quantità di molecole antiossidanti ed è sempre consigliabile ridurre i cibi confezionati e processati a livello industriale, a favore di quelli più freschi e nutrienti.
L’importanza delle vitamine
In caso di desiderio riproduttivo, le linee guida consigliano la assunzione di acido folico in dosaggio da 400 mcg al giorno almeno tre mesi prima della ricerca di gravidanza. In alcuni casi specifici, questo dosaggio potrebbe essere maggiore, ad esempio se ci sono problematiche coagulative: in questo caso il ginecologo prescriverà un dosaggio personalizzato. Talvolta può essere utile anche l’associazione di inositolo (o vitamina B7, utile per la produzione di lecitina, sostanza in grado di mantenere pulite le pareti interne delle arterie e di ridurre, di conseguenza, la presenza di colesterolo nel sangue) all’acido folico. Qualora vi fossero carenze vitaminiche (facilmente diagnosticabili con un prelievo di sangue mirato) potrà esser necessario introdurre anche integrazione di vitamina D o ferro, o anche di vitamine del gruppo B, come la B12 utilissima ad esempio nei vegetariani.
Certamente resta sempre essenziale la visita preconcezionale da eseguire prima (almeno tre mesi prima) di concepire, meglio appena si palesa il futuro desiderio di riprodursi, per eseguire gli accertamenti del caso e impostare una dieta più idonea o se necessario una integrazione.
Peso sotto controllo
Sappiamo molto bene come peso e fertilità siano connessi: infatti accade che disturbi del comportamento alimentare e rapidi dimagrimenti o variazioni di peso, anche in eccesso, possano alterare la fisiologia ormonale dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, portando in alcuni casi a ciclo irregolare, assenza di ovulazione e nei casi più gravi ad amenorrea secondaria. In questo caso un approccio multi disciplinare è essenziale al fine di ristabilire un benessere integrato.
Pochi zuccheri per difendere il microbiota
Un’alimentazione secondo natura che prediliga cibo vero e il meno industriale possibile è già di per sé uno stile alimentare antinfiammatorio, che si ripercuote positivamente anche sul microbiota intestinale, il quale è strettamente connesso alla salute di vagina, vulva e vescica. Sappiamo infatti che gli alimenti ricchi di conservanti e zuccheri possono alterare il microbiota favorendo vaginiti e disbiosi a vario livello. Una dieta priva di zuccheri o prodotti industrializzati e processati aiuta a mantenere in ordine la glicemia, i trigliceridi e la tolleranza insulinica, remando contro una delle patologie tra le più diffuse ormai nel mondo occidentale, quale resistenza insulinica obesità e diabete.
Inoltre il tessuto adiposo, poiché organo endocrino, quando in eccesso può essere alla base della produzione di ormoni estrogeni più alti e causa di iperplasia endometriale e carcinoma dell’endometrio.
Scegliere un’alimentazione corretta, quindi, risulta una scelta correlata alla nostra salute a 360 gradi.
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