Domande & Risposte

Caldo e pressione alta: come regolarsi con le cure?

A cura di

Giulia Ciancarella

Medicina Generale

Medico di medicina generale presso la ASL Roma 2, collaboratrice della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)

Fai una domanda

persona che si misura la pressione a casa

Domanda

Ho 58 anni e da quest’inverno ho iniziato a prendere, su indicazione del mio medico, la pastiglia per la pressione alta. Ora che è arrivato il caldo temo che la situazione cambi, perché so che con il rialzo delle temperature chi soffre di ipertensione può correre dei rischi. Di cosa si tratta? Devo modificare il dosaggio della cura?

Leandro, Palermo

Caro Leandro, l’arrivo della stagione calda rappresenta un momento che merita particolare attenzione per le persone affette da ipertensione arteriosa, soprattutto se stanno seguendo una terapia farmacologica. Infatti, le alte temperature possono influenzare sia i valori pressori sia la risposta dell’organismo ai farmaci antipertensivi. Tuttavia, è importante evitare allarmismi e sapere che, con alcune semplici precauzioni e un adeguato monitoraggio, è possibile affrontare l’estate in sicurezza.

Aumenta la vasodilatazione

Per comprendere cosa accade, occorre ricordare che il nostro organismo possiede diversi meccanismi per mantenere costante la temperatura corporea. Quando fa caldo, i vasi sanguigni della pelle tendono a dilatarsi (vasodilatazione) per favorire la dispersione del calore. Questa dilatazione comporta generalmente una riduzione della pressione arteriosa. Di conseguenza, molte persone ipertese osservano durante l’estate valori pressori più bassi rispetto ai mesi invernali.

Meno liquidi e sali minerali col sudore

A questo fenomeno si aggiunge un altro aspetto importante: con il caldo si suda di più e si perdono liquidi e sali minerali. Se l’idratazione non è adeguata, può verificarsi una riduzione del volume di sangue circolante, che contribuisce ulteriormente all’abbassamento della pressione. In alcuni casi ciò può provocare sintomi come debolezza, stanchezza, capogiri, senso di instabilità, vista offuscata o addirittura svenimenti, soprattutto quando ci si alza rapidamente dalla posizione seduta o sdraiata.

Attenzione con i diuretici

I soggetti più vulnerabili sono gli anziani, le persone con malattie cardiovascolari, chi assume più farmaci contemporaneamente e coloro che seguono terapie contenenti diuretici. Questi medicinali, molto utilizzati nel trattamento dell’ipertensione, aumentano l’eliminazione di acqua e sodio attraverso le urine e, durante i periodi di forte caldo, possono favorire la disidratazione se non si presta attenzione all’apporto di liquidi.

Non cambiare la terapia da soli

Ciò significa che bisogna modificare la terapia quando arriva l’estate? La risposta è no, almeno non sempre e sicuramente non autonomamente. Uno degli errori più frequenti consiste nel ridurre o sospendere i farmaci antipertensivi senza aver consultato il medico. Anche se la pressione tende fisiologicamente a diminuire in estate, l’ipertensione rimane una condizione cronica che necessita di un controllo costante. Interrompere la terapia può esporre al rischio opposto, cioè a una risalita dei valori pressori e a un aumento della probabilità di complicanze cardiovascolari.

È sempre il medico che decide

In alcuni casi, tuttavia, il medico può ritenere opportuno rivalutare il dosaggio dei farmaci. Questa decisione viene presa sulla base di diversi fattori: i valori pressori rilevati a domicilio, l’eventuale comparsa di sintomi di ipotensione, l’età del paziente, la presenza di altre patologie e il tipo di trattamento in corso. Non esiste quindi una regola valida per tutti, ma ogni decisione va personalizzata in base al singolo paziente. 

Per questo motivo, durante l’estate è consigliabile misurare la pressione arteriosa con una certa regolarità e se si osservano ripetutamente valori particolarmente bassi o si manifestano sintomi è opportuno contattare il proprio medico per una valutazione.

Le sane abitudini da ricordare

Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle corrette abitudini quotidiane. Durante i mesi caldi è importante mantenere una buona idratazione, bevendo regolarmente acqua nell’arco della giornata, anche in assenza di sete. Le persone anziane, infatti, percepiscono spesso meno intensamente lo stimolo della sete e sono maggiormente esposte al rischio di disidratazione. È inoltre consigliabile limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, generalmente tra le 11 e le 17, indossare abiti leggeri e traspiranti e privilegiare ambienti freschi e ben ventilati.

Più frutta e verdura in tavola

Anche l’alimentazione può contribuire al benessere cardiovascolare durante l’estate. Frutta e verdura di stagione, ricche di acqua, vitamine e minerali, aiutano a compensare le perdite dovute alla sudorazione. Rimane invece valida la raccomandazione di non eccedere con il consumo di sale, poiché un’alimentazione troppo ricca di sodio può favorire l’aumento della pressione arteriosa.

Aumentare i controlli

Particolare attenzione deve essere prestata in occasione di ondate di calore eccezionali, sempre più frequenti negli ultimi anni. Temperature molto elevate e persistenti possono mettere sotto stress il sistema cardiovascolare, soprattutto nei soggetti fragili. In queste situazioni il monitoraggio della pressione e il contatto con il medico diventano ancora più importanti.

In conclusione, nonostante il caldo estivo tenda generalmente ad abbassare la pressione arteriosa, non sempre è necessario modificare la propria terapia. L’aggiustamento dei farmaci antipertensivi deve essere deciso esclusivamente dal medico, che valuterà la strategia migliore sulla base del monitoraggio della pressione e di eventuali sintomi sospetti. 

© Riproduzione riservata.

I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.