Rallentare per ritrovare se stessi: la scelta di una lettrice e i consigli della psicoterapeuta
Viviamo spesso con la sensazione di dover fare sempre di più… Ma cosa succede quando il ritmo che abbiamo scelto non è più quello che ci fa stare bene? A volte la risposta può essere rallentare, recuperando un rapporto più autentico con la natura e con i nostri bisogni
È quello che ha fatto la nostra lettrice Claudia Calia, torinese di 48 anni, che dopo una carriera importante nel mondo dell’industria ha deciso di cambiare radicalmente vita. Ha lasciato la frenesia della città e un lavoro che, pur regalandole grandi soddisfazioni, era diventato sempre più assorbente. Nelle Marche ha trovato un nuovo equilibrio, immersa nella natura e in un ritmo scandito dalle stagioni.
Dalla carriera in Fiat alla vita nelle Marche
Dopo gli studi, Claudia aveva trovato lavoro in Fiat, dove ricopriva il ruolo di responsabile dell’ufficio innovazione e benchmarking. Un percorso professionale di successo, ma sempre più difficile da conciliare con la vita privata e con il ruolo di mamma di un bambino piccolo.
La consapevolezza è arrivata anche attraverso un momento doloroso: dopo la morte del padre, nel 2009, Claudia si è fermata a riflettere sulla direzione che stava prendendo la sua vita. Si è chiesta che cosa volesse davvero fare e quale fosse la sua vera natura. La risposta l’ha portata lontano dall’ufficio, dagli orari impossibili e dalla routine della città, verso ciò che aveva sempre amato: la natura, gli animali, il contatto con le persone e un’esistenza meno artificiale.
Un nuovo ritmo, seguendo quello della natura
Dopo una vacanza a Senigallia, Claudia si è innamorata delle Marche. Nel 2012 ha acquistato una casa immersa nel verde, non lontano dal mare, e negli anni l’ha ristrutturata, recuperando anche i ruderi circostanti e conservando il più possibile la storia della residenza. Nel 2015 è nato l’agriturismo La Contea, un luogo nel quale ha potuto unire vita privata e lavoro.
Oggi, insieme al compagno Piero, che ha sposato nel 2020, gestisce un’azienda biologica con 40 mila metri quadrati di terreno, a pochi minuti dal litorale. Qui sono le stagioni a dettare i tempi: la raccolta delle olive, la maturazione della frutta, la cura degli alberi e dei terreni, ma anche gli imprevisti legati al clima. Per Claudia, vivere slow non significa non fare, ma imparare a rispettare i tempi delle cose. La natura insegna che ogni processo ha bisogno del suo momento: l’erba deve crescere, le piante devono fiorire, i frutti devono maturare. E anche noi, forse, abbiamo bisogno di recuperare la capacità di aspettare.
Rallentare per una rinascita che coinvolge corpo e mente
Il cambiamento non è stato soltanto pratico. Claudia racconta di aver ritrovato un benessere profondo anche attraverso la fatica fisica e il rapporto quotidiano con la terra. Una stanchezza diversa da quella accumulata durante le lunghe giornate in ufficio: una fatica che, alla fine della giornata, porta con sé la soddisfazione di vedere concretamente i risultati del proprio lavoro.
E poi c’è la condivisione. Gli ospiti dell’agriturismo spesso diventano amici, tornano negli anni e, in alcuni casi, hanno persino chiesto a Claudia consigli per trasferirsi a loro volta nella zona. Un entusiasmo che sembra nascere proprio dal modo nuovo con cui ha scelto di vivere.

Guardare il mondo con occhi diversi
Tra gli aspetti che più l’hanno conquistata nel suo rallentare c’è la possibilità di osservare ogni giorno un paesaggio diverso. Le colline cambiano colore con il susseguirsi delle stagioni: il giallo dorato dei campi di grano, il marrone della terra appena arata, il verde delle nuove colture, fino alla comparsa dei girasoli.
Sono immagini che Claudia continua a osservare con lo stesso stupore del primo giorno. Perché, racconta, è proprio guardando quell’orizzonte che ha capito di aver trovato il posto in cui desiderava stare.
L’esperta: «Ascoltiamo di più noi stessi per rallentare»
A spiegare perché rallentare può essere importante per il nostro benessere è Marina Zanotta, psicologa e psicoterapeuta a Monza. Secondo l’esperta, rallentare non significa semplicemente fare meno o rinunciare alle proprie ambizioni. Significa soprattutto recuperare il tempo necessario per ascoltarsi, comprendere quali siano i propri bisogni, i propri limiti e le proprie potenzialità e trovare un equilibrio tra le richieste esterne e ciò che siamo davvero.
Sul nuovo numero di Viversani&belli puoi leggere l’intera storia della nostra lettrice e tutti i consigli della psicologa su come cambiare vita, anche senza cambiare città, lavoro e altro.
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