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di Maura Prianti

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L’EDITORIALE

Chi ha bisogno di una nutrice?

Ci sono idee che arrivano prima del loro tempo. E poi ci siamo noi, che arriviamo tardi anche dal dentista. Nel 1700 Bernardino Ramazzini pubblicava De Morbis Artificum Diatriba, il primo trattato sulle malattie dei lavoratori. Il medico modenese non si limitava a curare: osservava, studiava i mestieri, entrava nei luoghi di lavoro e soprattutto ragionava su come evitare che ci si ammalasse. Faceva prevenzione e non era neppure in vigore il Testo Unico sulla Sicurezza. Ramazzini avrebbe ancora parecchio da fare. Nel 2025 l’Inail ha registrato oltre mille morti sul lavoro e quasi 600mila infortuni. Abbiamo robot, AI e tanti altri giocattoli hi-tech, ma ancora, ogni giorno, 3 italiani non tornano a casa da cantieri, fabbriche…
Ci fossero più donne nei vertici aziendali, forse ci sarebbero meno incidenti. Perché la prevenzione da sempre è uno dei carichi silenziosi e non retribuiti che nelle famiglie italiane sta sulle spalle rosa. Siamo noi a prenotare, ricordare, organizzare visite, screening, vaccini, farmaci, appuntamenti perfino dal medico di base, per mandare in palestra il marito. Ci occupiamo della salute di tutti: figli, nonni, cani, compagni e anche vicini di casa, se serve. Ma per la nostra abbiamo spesso un rassicurante: «Poi ci penso». In fondo siamo tutte Euriclea, la nutrice di Ulisse: mentre gli altri non riconoscono l’eroe tornato a Itaca, lei lo identifica subito dalle cicatrici, perché curò lei quelle ferite dopo un incontro ravvicinato tra il giovane, all’epoca poco astuto, e i cinghiali. Euriclea si è presa cura di lui fin da bambino. Ma lei era pagata per farlo, anzi no, era una schiava. Laerte, il padre di quello che non tornava più a casa, la comprò per 20 buoi, non male per una donna. E noi quanto valiamo? La nostra salute conta o ce ne dobbiamo ricordare quando… Se avessimo fatto quella mammografia. Se non avessimo saltato il ginecologo. Se avessimo partecipato allo screening della Asl.
Ecco, questo sì che è un gesto eroico: prenderci cura di noi stesse. Ora. Subito. Prima che sia una cicatrice a ricordarci che avremmo dovuto farlo. Perché fare prevenzione non significa avere paura di ammalarsi. Significa non aver bisogno di una balia per volersi bene.

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I contenuti di Viversani&belli sono a scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico. Non costituiscono diagnosi né indicazioni terapeutiche.

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